
Sulla Costa dei Trabocchi la “schiscetta” finisce al centro di un acceso caso mediatico. A scatenarlo è un cartello affisso nello stabilimento balneare “Il Cavalluccio”, a Rocca San Giovanni, la cui foto sta facendo il giro del web scatenando polemiche tra gli utenti. «Si prega gentilmente di non consumare il pranzo portato da casa sotto gli ombrelloni», recita l’avviso firmato dalla direzione, accompagnato dalla vignetta di una coppia con cibo al sacco. L’immagine del pranzo portato da casa è un’istituzione per i bagnanti, e quel messaggio è suonato a molti come un vero e proprio divieto.
È bastata la fotografia pubblicata online da un utente con la didascalia «Ma seriamente dite?» per scatenare centinaia di commenti e un fiume di reazioni sdegnate. Sul tema era recentemente intervenuta anche l’Unione nazionale consumatori, precisando che la gestione di un lido non può estendere la propria esclusiva alla somministrazione di cibo. Vietare l’ingresso di panini, bibite o borse frigo è considerato comportamento illegittimo, con il solo limite del decoro e del rispetto degli altri ospiti.

La spiegazione della direzione e il cortocircuito comunicativo
A chiarire la posizione dello stabilimento è intervenuto direttamente il titolare del Cavalluccio, Oscar Ucci, spiegando come la struttura rispetti appieno le indicazioni a tutela dei bagnanti. «Non è un avviso nuovo. Esiste dai primi anni Duemila. Quello vecchio si era rovinato e quest’anno lo abbiamo semplicemente rifatto». Il gestore assicura che nessuno ha mai impedito la consumazione di piccoli pasti sotto gli ombrelloni: «Una pizzetta, un panino, la frutta, le bibite o la “schiscetta” non sono assolutamente un problema. Tuttora i clienti consumano regolarmente il pranzo sotto gli ombrelloni».
La necessità del cartello nascerebbe da una precisa esigenza gestionale legata al decoro degli spazi condivisi. «Il problema nasce quando arrivano carovane con quattro teglie di lasagne o parmigiane», evidenzia Ucci, ricordando episodi del passato con tavolate e rifiuti lasciati sulla sabbia. «È un gentile invito, non un divieto», ribadisce la direzione, smentendo l’intenzione di voler spingere la clientela verso il ristorante interno. Resta tuttavia un evidente cortocircuito comunicativo: il testo dell’avviso parla genericamente di pranzo portato da casa, innescando così l’immediata reazione del popolo dei social.


