
La situazione odierna della politica italiana è come la siepe, barriera fragile per gli incursori, fatta di chiacchere e polemiche artate, senza una chiara linea del paese e della sua crescita. Oltre la siepe c’è solo il buio. È un buio di visione non solo strategica, ma anche tattica, mentre in Inghilterra ci si litiga sul troppo elevato tasso di ministri laureati ad Oxford e Cambridge qui nessuno si chiede che livello culturale, quali imprimatur e mentori, quali scuole di pensiero abbiano frequentato i nostri governanti. Siamo occidentali, attaccati alla Nato a prescindere, siamo consci che abbiamo un livello di civiltà, costruito nei millenni con fatica, da difendere e possibilmente accrescere? Sappiamo che abbiamo un paese poco competitivo, con un non elevato livello di istruzione rispetto agli altri europei, e pertanto con salari bassi? Con salari così bassi e con poco potere di acquisto cose può resistere la domanda interna?
Tutti questi dilemmi lasciano muti i nostri politici, ogni risposta vera farebbe scoppiare partiti e coalizioni per la loro insita fragilità.
Per cui tutto e buttato tra la farsa di un Sangiuliano e la tragedia di un Roggero, nuovo mito per la destra come lo è stata la Salis per la sinistra. Una grande distrazione nemmeno più di massa, vista l’astensione elettorale. La politica dell’indifferenza. Cosa rimanga di democrazia rappresentativa in questo paese è, ogni giorno di più, un dubbio consistente. Inconsistente è invece il surreale dibattito su una legge elettorale tra le più assurde, inutili e soprattutto incostituzionali tra le tante fatte negli ultimi trent’anni. Vi siete ma chiesti se gli altri paesi hanno cambiato la legge elettorale come noi italiani? E soprattutto quanta dabbenaggine abbiamo nel votare leggi che disattendono le aspettative devi proponenti?
C’è buio in questo bel paese, dove i giovani istruiti emigrano e i neet rimangono sui divani, ad accrescere il disagio delle famiglie. Negli anni sessanta dello scorso secolo questo paese cresceva non solo nei dati economici, ma in istruzione e mobilità sociale, oggi sembriamo in regressione.
Il film “il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan tratto dal romanzo di Harper Lee era ambientato nel profondo sud degni Stati Uniti, e raccontava la storia di un uomo di colore accusato di stupro di una ragazzi bianca. Grazie ad un valente avvocato Atticus Finch interpretato da un gigantesco Gregory Peck l’uomo evita il linciaggio e viene giustamente assolto, in un ambiente povero e bianco, l’Alabama, pieno di pregiudizi e aliti di razzismo. Cosa succederebbe nell’Italia di oggi, con una popolazione avente circa 80 mln di telefonini, in cui le interazioni sul caso Roggero hanno superato i 200 mln, ed in cui un marocchino cittadino italiano in preda al disagio psichico muore schiacciato a terra dalla forza pubblica. Sappiamo quanti TSO in Italia facciamo al giorno? Se un 10% percento finissero così avremmo più morti per disagio psichico che sul lavoro. Interessano alla politica queste cose?
Questo è il buio della società, non solo della politica, italiana di oggi, che sembra più arretrata dell’Alabama del Ku Klux Klan degli anni ’60. Ai tempi di Craxi e Andreotti un Vannacci e un Di Battista farebbero i caporali di giornata, oggi tentano di fare i leader. Scemi loro? No, scemi noi che gli diamo retta.


