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“Li chiudevano in bagno e…”. Violenze shock all’asilo, arrestate le maestre

Pubblicato: 24/07/2026 09:16

Schiaffi, pizzicotti, strattonamenti, umiliazioni e persino bambini lasciati senza sorveglianza. È il quadro emerso dall’indagine condotta dai carabinieri che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due educatrici in servizio in una scuola dell’infanzia di un comune dell’entroterra anconetano. Le due donne sono accusate di maltrattamenti e abbandono di minori.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Ancona su richiesta della Procura, al termine di un’attività investigativa avviata nel mese di giugno. Secondo l’ipotesi accusatoria, i piccoli, di età compresa tra i 3 e i 6 anni, sarebbero stati sottoposti a ripetute violenze fisiche e psicologiche durante la permanenza nella struttura scolastica.
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Le indagini dei carabinieri

L’inchiesta è stata sviluppata dai carabinieri delle stazioni di Agugliano e Loreto, con il supporto del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Osimo. Nel corso delle indagini i militari hanno effettuato numerosi servizi di osservazione che, secondo gli investigatori, avrebbero consentito di documentare comportamenti incompatibili con il ruolo educativo ricoperto dalle due indagate.

Secondo quanto ricostruito, i bambini sarebbero stati sottoposti a «sistematiche vessazioni fisiche e psicologiche, in un clima di perdurante intimidazione». Gli elementi raccolti avrebbero delineato una serie di episodi ripetuti, caratterizzati da aggressioni fisiche e da punizioni ritenute degradanti.

Le presunte violenze sui bambini

Tra i comportamenti contestati figurano schiaffi al volto e alla testa, pizzicotti, tirate di capelli, oltre a strattonamenti e spinte ai danni dei piccoli alunni.

Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere una serie di punizioni umilianti. Secondo l’accusa, i bambini sarebbero stati costretti a togliersi le scarpe e a camminare scalzi, avrebbero dovuto rimanere sotto il sole senza cappellino e, in alcuni casi, sarebbero stati chiusi per alcuni minuti nei bagni al buio. Tra gli episodi contestati compare anche l’accusa di aver obbligato alcuni minori a colpirsi da soli sulla testa come forma di punizione.

Secondo gli investigatori, tali condotte avrebbero contribuito a creare un clima di costante paura all’interno della scuola, con i bambini sottoposti a ripetute intimidazioni durante le attività quotidiane.

L’accusa di abbandono di minori

Oltre al reato di maltrattamenti, alle due educatrici viene contestato anche quello di abbandono di minori.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, pur essendo responsabili della custodia e della vigilanza dei bambini, le indagate li avrebbero lasciati per diversi minuti nel giardino della scuola senza alcun controllo. Un comportamento che, secondo l’accusa, avrebbe esposto i piccoli a una situazione di potenziale pericolo.

Anche questo aspetto è stato inserito nel quadro investigativo che ha portato la Procura a chiedere l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari.

Le valutazioni del gip

Nel disporre la misura cautelare, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti delle due educatrici.

Nel provvedimento si parla di «una sistematica condotta illecita delle indagate, incompatibile con il ruolo di educatrici di bambini ancora in tenera età, in un quadro di violenze, percosse, umiliazioni e minacce e in un contesto di scarsa attenzione o palese disinteresse verso i minori affidati alle indagate».

Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini, il gip ha quindi accolto la richiesta della Procura di Ancona disponendo gli arresti domiciliari per entrambe le donne, mentre l’inchiesta prosegue per accertare nel dettaglio tutti gli episodi contestati e le eventuali responsabilità emerse nel corso dell’attività investigativa.

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