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No Tav, sfida allo Stato: il folle messaggio dopo la guerriglia in Val di Susa

Pubblicato: 26/07/2026 13:26

Il giorno dopo la manifestazione in Val di Susa, il movimento No Tav traccia un bilancio della mobilitazione e rivendica il successo della protesta. In una nota diffusa al termine della giornata, gli attivisti sostengono di essere riusciti a raggiungere e contestare tutti i principali cantieri dell’Alta Velocità, nonostante il massiccio dispositivo predisposto dalle forze dell’ordine.

Secondo il movimento, la manifestazione rappresenta la dimostrazione che l’opposizione alla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione continua a essere radicata sul territorio e che, a distanza di quindici anni dalle storiche proteste della Libera Repubblica della Maddalena e dagli scontri del 3 luglio 2011, la mobilitazione resta viva.

“Aggirati i dispositivi di sicurezza”

Nel comunicato, i No Tav affermano che la giornata di protesta ha visto la partecipazione di circa 20.000 persone, provenienti da diverse realtà del movimento e da numerose regioni italiane.

«Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta di avere la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno. Tutti i cantieri della valle sono stati raggiunti e contestati, i dispositivi previsti dalle forze dell’ordine sono stati raggirati e superati grazie alla determinazione delle tante generazioni scese in piazza», si legge nella nota diffusa dagli attivisti.

Il movimento definisce quella appena trascorsa «una grande giornata di lotta per la Val di Susa», sostenendo che la partecipazione abbia confermato il radicamento della protesta contro l’opera.

“Raggiunto uno dei fortini più inespugnabili”

I manifestanti sostengono che migliaia di persone abbiano percorso strade e sentieri della valle per raggiungere le aree interessate dai lavori della linea ad alta velocità.

Secondo gli organizzatori, la manifestazione avrebbe permesso di raggiungere «quello che sembrava essere uno dei fortini più inespugnabili della storia», dimostrando, a loro dire, che «la Val di Susa è tutt’altro che pacificata».

Nel comunicato si ribadisce inoltre la volontà di proseguire la mobilitazione contro il progetto della Torino-Lione, ritenuto dagli attivisti una pesante forma di trasformazione del territorio.

L’attacco alla politica e lo slogan storico del movimento

La nota si conclude con un duro attacco nei confronti della politica nazionale. «I politicanti di ogni risma devono mettersi il cuore in pace, il Tav è tornato ad essere centrale nelle loro preoccupazioni. Il villaggio di Asterix che pensavano di aver sconfitto è più vivo e combattivo che mai e oggi li ha decisamente battuti», afferma il movimento.

Il comunicato si chiude infine con il tradizionale slogan «A sarà düra!», la frase in dialetto piemontese che da decenni accompagna le manifestazioni No Tav ed è diventata uno dei simboli della protesta contro la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità in Val di Susa.

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