
La drammatica impennata dei costi energetici, alimentata dal riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, sta mettendo a dura prova l’esecutivo. Con i distributori che già praticano prezzi molto superiori alle medie nazionali (oltre 2,6 euro a Milano), i consumatori che calcolano una stangata da decine di miliardi e le opposizioni che accusano l’esecutivo di immobilismo, si punta a fare presto. Tanto che con il passare delle ore sembra sempre più probabile che si possa decidere un intervento già in settimana, senza cioè aspettare l’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva, al momento previsto il 4 agosto.
A premere sul pedale dell’acceleratore è la presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha affidato al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti il compito di estrarre il coniglio dal cilindro. Una sfida non facile, da conciliare con il sempre delicato nodo delle risorse. Al titolare del Tesoro la premier ha chiesto, nel confronto di venerdì, di approfondire le possibili iniziative da adottare, “anche con riferimento all’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili”. L’ipotesi è sul tavolo, conferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: “è una delle soluzioni che si sta prospettando, insieme ad altre che comunque vanno valutate”.
L’impatto su famiglie e imprese e lo scontro politico
Il nodo principale resta legato alle coperture finanziarie, poiché le accise mobili vanno liquidate con l’extragettito Iva. Nel frattempo la situazione sul territorio appare critica. A Milano la benzina vola oltre i 2,6 euro al litro: un distributore nella zona residenziale di via Correggio la vende a 2,635 euro, e supera i due euro nella maggior parte degli impianti. A Roma risultano picchi da 2,3 euro al servito. Un salasso che spaventa le associazioni di categoria.
“Solo a luglio e agosto la spesa complessiva degli italiani per i rifornimenti è destinata a raggiungere quota 10,8 miliardi”, calcola il Codacons. E mentre le imprese lanciano l’allarme, le forze di minoranza alzano il tiro. Fanno il gioco delle tre carte, punzecchia Matteo Renzi. “Meloni accolga la nostra proposta sulle accise mobili”, chiede la segretaria Dem Elly Schlein, sfidando la premier: “Del resto, chi prometteva addirittura di abolire le accise, come può oggi opporsi a questo provvedimento?”. La maggioranza rassicura per bocca di Urso: “Interverremo anche in questa fase in maniera tempestiva ed efficace, come abbiamo fatto sin dall’inizio di questa crisi, che perdura da 5 mesi”, spiegando che il dossier è interamente nelle mani del Ministero dell’Economia.


