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Francia e Spagna nella morsa degli incendi: oltre 325mila evacuati, in arrivo una nuova ondata di caldo estremo

Pubblicato: 27/07/2026 08:08

Gli incendi continuano a devastare vaste aree della Francia e della Spagna, dove centinaia di vigili del fuoco sono impegnati senza sosta nel tentativo di contenere alcuni dei roghi più gravi degli ultimi decenni. Il bilancio delle evacuazioni ha ormai superato le 325.000 persone, mentre le previsioni meteo annunciano una nuova e ancora più intensa ondata di calore destinata a complicare ulteriormente le operazioni di spegnimento.

La situazione resta particolarmente critica nel sud-ovest della Francia e nella Spagna centrale, dove temperature elevate, vegetazione estremamente secca e vento continuano ad alimentare fronti di fuoco di enormi dimensioni.

La Francia combatte uno dei peggiori incendi del dopoguerra

Nel dipartimento della Gironda, dove le fiamme sono arrivate fino a circa 15 chilometri da Bordeaux, le autorità hanno riferito che durante la notte l’incendio è rimasto sostanzialmente stabile, senza avanzate significative. Nonostante ciò, il dispositivo di emergenza rimane completamente operativo e migliaia di soccorritori continuano a presidiare il territorio.

L’incendio è considerato tra i più vasti che abbiano colpito la Francia dalla fine della Seconda guerra mondiale. Le fiamme hanno inoltre generato un fenomeno atmosferico eccezionale: un pirocumulonembo, una gigantesca nube prodotta dal calore dell’incendio capace di creare venti autonomi e perfino fulmini, con il rischio di innescare nuovi focolai anche a notevole distanza.

«È una lotta tra Davide e Golia. Prima o poi troveremo un punto debole e lo colpiremo», ha dichiarato il portavoce della Federazione nazionale dei vigili del fuoco francesi, Eric Brocardi, descrivendo la difficoltà delle operazioni. Il presidente Emmanuel Macron ha convocato una riunione straordinaria del governo per fare il punto sull’emergenza.

In Spagna il fuoco avanza: «Stiamo combattendo un mostro»

Anche la Spagna continua a fare i conti con incendi di proporzioni eccezionali. Il premier Pedro Sánchez è atteso nelle aree colpite della Comunità Valenciana, dove un nuovo vasto rogo ha costretto circa 15.000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni.

Particolarmente drammatica è la situazione nei dintorni di Ávila, dove il capo della Protezione civile Virginia Barcones ha definito l’incendio «un mostro».

Il fronte del fuoco interessa infatti un perimetro di circa 280 chilometri e ha già devastato 77.000 ettari di territorio. Secondo il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, gli incendi continuano ad avanzare, seppure con una velocità inferiore rispetto ai giorni scorsi.

Oltre 325mila evacuati e turismo in ginocchio

L’emergenza ha già provocato evacuazioni di massa in entrambi i Paesi. Soltanto nella regione francese della Gironda circa 220.000 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, mentre 45 campeggi sono stati chiusi, costringendo circa 40.000 turisti a interrompere le vacanze.

Su scala nazionale, il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez ha parlato di una situazione «ancora molto critica», spiegando che in tutta la Francia gli evacuati hanno ormai superato quota 250.000.

Le autorità locali hanno inoltre invitato i turisti a evitare le zone interessate dagli incendi e a scegliere destinazioni alternative fino al termine dell’emergenza.

La nuova ondata di caldo rischia di aggravare la crisi

Le previsioni meteorologiche non lasciano spazio all’ottimismo. Una nuova e più intensa ondata di caldo è attesa nei prossimi giorni soprattutto nel sud-ovest della Francia, con condizioni che potrebbero favorire una nuova espansione degli incendi.

Secondo gli scienziati, la frequenza e l’intensità di eventi estremi come quelli che stanno colpendo Francia e Spagna sono strettamente collegate agli effetti del cambiamento climatico. Le ripetute ondate di calore e la quasi totale assenza di precipitazioni da maggio hanno reso boschi e foreste estremamente secchi e altamente infiammabili, trasformando vaste aree del territorio in un’enorme riserva di combustibile naturale.

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