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“Tassare le sigarette per tagliare la benzina”. È bufera al Governo: la notizia arrivata ora

Pubblicato: 27/07/2026 18:27

La drammatica fiammata dei prezzi ai distributori infiamma il dibattito politico alla vigilia delle decisioni dell’esecutivo, mettendo sul tavolo ipotesi economiche destinate a far discutere. Su il prezzo delle sigarette, giù quello dei carburanti. Quando mancano poche ore al Consiglio dei ministri convocato alle 17.30 a palazzo Chigi per affrontare il tema del caro benzina, sul tavolo dei tecnici spunta l’aumento delle accise applicate sui tabacchi. L’idea recita così: utilizzare l’extragettito per ridurre le tasse che gravano sui prodotti venduti dal benzinaio. Ma quando l’ipotesi giunge alle orecchie della politica, ecco il caos. Lega e Forza Italia alzano un muro. Dicono no. Anche Fratelli d’Italia esprime dubbi. Se ne parla anche al vertice che la premier convoca con i suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, intorno alle tre del pomeriggio. All’uscita, il leader del Carroccio prima glissa sull’ipotesi di ricorrere a un aumento della tassazione sul fumo: “Nonみ risulta”. Poi va dritto: “E comunque – aggiunge – sono contrario”.

Sul fronte del tabacco, l’ipotesi di ritoccare al rialzo le accise sulle sigarette per reperire risorse fresche è un grande classico delle emergenze di cassa del Ministero dell’Economia, ma in questo passaggio politico ha fatto saltare sulla sedia diversi esponenti della maggioranza.

L’idea finita sulle scrivanie dei tecnici di Palazzo Chigi prevedeva un ritocco immediato verso l’alto dei pacchetti per drenare liquidità da destinare subito al fondo sblocca-sconti del carburante. Un meccanismo di “compensazione” diretto: far pagare il fumo per alleggerire il pieno agli automobilisti. Tuttavia, il no secco arrivato dal Centrodestra — con la Lega in prima fila a far da sbarramento — nasce da una doppia motivazione:

  • Il fattore elettorale e d’immagine: Aumentare le tasse su un bene di consumo così diffuso come i tabacchi proprio alla vigilia delle vacanze estive avrebbe rischiato di produrre un “effetto stangata” sui cittadini, annullando la percezione positiva dello sconto sulla benzina.
  • I rischi sul gettito: Negli ultimi anni il settore delle sigarette tradizionali ha già subito vari ritocchi fiscali, spingendo una fetta importante di consumatori verso i prodotti a tabacco riscaldato o le e-cig. Un ulteriore rincaro sulle bionde classiche avrebbe rischiato di deprimere le vendite, vanificando l’extragettito sperato dai tecnici del Mef.

Accantonato il dossier fumo per mancanza di intesa politica, la copertura finanziaria per il decreto ponte è stata quindi dirottata interamente sulle pieghe del bilancio statale e sul recupero del surplus dell’Iva incassata dalle casse pubbliche grazie ai prezzi stellari del carburante nell’ultimo mese.

I dettagli del piano d’emergenza e il taglio alle accise

Il governo accelera per approvare una misura d’impatto immediato, necessaria a calmierare i prezzi in vista delle grandi partenze. Sul tavolo del Cdm arriva un provvedimento d’urgenza per contenere i prezzi dei carburanti che corrono senza sosta, evitando che il prossimo week end dell’1 e 2 agosto si trasformi nel simbolo dell’incapacità di frenare i rincari guidati dal greggio.

L’ipotesi più accreditata in ambienti di governo è quella di procedere con un decreto legge per introdurre uno sconto di 20 centesimi (24,4 con l’Iva) su un litro di gasolio attraverso il taglio delle accise. Il taglio potrebbe riguardare anche la benzina, ma il condizionale è d’obbligo, come analizzato anche da Flavio Bini e dalle testimonianze raccolte da Viola Giannoli. Se alla fine dovesse prevalere l’orientamento di chi non vuole escludere la verde, lo scontro sarà differenziato: 24,4 centesimi per il gasolio e 6,1 centesimi per la benzina. L’intervento ponte durerà 8-9 giorni, per poi sbloccare a inizio agosto l’extragettito Iva per attivare la cosiddetta accisa mobile.

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Ultimo Aggiornamento: 27/07/2026 18:28

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