
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene che il leader del Cremlino Vladimir Putin stia iniziando a temere le conseguenze interne della guerra in Ucraina. In un’intervista concessa a Sky News, il capo dello Stato ucraino ha affermato che gli attacchi a lungo raggio condotti da Kiev stanno colpendo non solo obiettivi strategici, ma anche la stabilità economica e sociale della Russia.
Secondo Zelensky, i raid contro infrastrutture energetiche e logistiche stanno facendo emergere un crescente malcontento tra la popolazione russa, costringendo il Cremlino a confrontarsi con problemi sempre più evidenti sul fronte interno.
“Putin ha paura della sua società”
«Putin ha paura della sua società, delle sfide interne e dei problemi che lo riguardano», ha dichiarato Zelensky, sostenendo che gli attacchi ucraini stiano producendo effetti concreti sull’economia russa.
Il presidente ucraino ha ricordato gli ultimi raid con droni che hanno colpito il porto di Rostov, nel sud della Russia, provocando un vasto incendio in un’area di stoccaggio merci. Nell’attacco sono morte due persone e altre cinque sono rimaste ferite. Il governatore della regione, Yuri Slyusar, ha confermato che le esplosioni hanno provocato incendi anche in un complesso produttivo privato e nelle vicinanze di alcuni magazzini.
Secondo Zelensky, questi attacchi stanno incidendo anche sul settore energetico russo, riducendo le entrate derivanti dalle esportazioni.
La Russia prolunga il blocco alle esportazioni di carburante
A conferma delle difficoltà del settore energetico, Mosca ha deciso di prorogare fino alla fine dell’anno il divieto di esportazione dei carburanti, misura introdotta ad aprile per garantire la stabilità del mercato interno. L’annuncio è stato dato dal vicepremier Aleksandr Novak, citato dall’agenzia russa Tass, che ha precisato come resterà in vigore anche il blocco alle esportazioni di diesel introdotto l’8 luglio, almeno fino a quando il mercato non si sarà stabilizzato.
Per Zelensky si tratta di un segnale delle difficoltà attraversate dalla Russia. «Hanno iniziato a importare energia invece di esportarla. Quindi hanno perso molti soldi», ha affermato il presidente ucraino, sostenendo che le conseguenze economiche della guerra stiano diventando sempre più pesanti.
“In Russia crescono le domande della popolazione”
Secondo il leader di Kiev, il Cremlino deve fare i conti con un crescente numero di interrogativi da parte dei cittadini. «Dov’è la benzina? Cosa facciamo? Come viviamo senza logistica e senza diesel?», ha detto Zelensky, descrivendo quello che, a suo giudizio, sarebbe il clima che si respira oggi in Russia.
Il presidente ucraino ha inoltre affermato che, secondo le informazioni raccolte dall’intelligence di Kiev, Putin si starebbe preparando ad annunciare una nuova mobilitazione militare dopo le elezioni russe del 21 settembre. Il piano prevederebbe il richiamo tra 300 mila e 500 mila riservisti.
L’ipotesi di nuovi rinforzi da Corea del Nord e Iran
Pur sostenendo che una parte crescente della popolazione russa manifesti segni di malcontento, Zelensky ritiene che Putin conservi ancora un ampio consenso interno, sufficiente per procedere con una nuova mobilitazione.
Il presidente ucraino ritiene però che il principale problema per Mosca sarà la difficoltà di addestrare rapidamente i nuovi soldati, che rischierebbero di essere inviati al fronte con una preparazione insufficiente, aumentando così le perdite tra le truppe russe.
Infine, Zelensky ha sostenuto che il Cremlino continui a cercare sostegno militare all’estero. Secondo il presidente ucraino, Kim Jong-un sarebbe pronto a fornire fino a 30 mila soldati, mentre Mosca punterebbe anche a ottenere nuovi missili balistici dall’Iran, nel tentativo di rafforzare le proprie capacità offensive.


