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Gemelli 14enni sequestrati e torturati, svolta totale: individuato il branco

Pubblicato: 28/07/2026 23:25

Una spedizione punitiva brutale, dettata da una presunta “soffiata” e trasformata in quattro ore di incubo. È il quadro drammatico che emerge dalle indagini sul presunto sequestro e sulle violenze subite da due fratelli gemelli di 14 anni a Conegliano, in provincia di Treviso. I Carabinieri hanno compiuto una svolta decisiva nelle indagini, riuscendo a identificare quasi tutti i componenti del gruppo responsabile dell’aggressione.

La trappola e l’incubo nel campo di soia

Gli eventi risalgono a giovedì scorso. Secondo le ricostruzioni, i due quattordicenni sarebbero stati attirati separatamente fuori dalle rispettive abitazioni con un inganno. Una volta condotti in un campo di soia isolato, per i due fratelli è iniziato un calvario durato circa quattro ore, durante le quali sarebbero stati denudati, umiliati e sottoposti a ripetute sevizie.

A guidare l’azione sarebbe stato un gruppo di dieci persone: nove minorenni, tutti attorno ai 14 anni, e un maggiorenne. Quest’ultimo avrebbe svolto un fondamentale ruolo intimidatorio, minacciando i gemelli di inseguirli e travolgerli in auto se solo avessero provato a fuggire.

All’origine della violenza ci sarebbe un futilissimo motivo di vendetta: il branco accusava i due fratelli di aver rivelato al sagrestano del paese i nomi dei responsabili che, nei giorni precedenti, avevano imbrattato il portone della chiesa locale. Oltre alle sevizie e alle umiliazioni, l’aggressione si è conclusa anche con la rapina: a uno dei due adolescenti sono stati sottratti il telefono cellulare e 20 euro.

Il video girato con lo smartphone e la denuncia

La svolta fondamentale nelle indagini è arrivata il giorno successivo ai fatti, quando i genitori delle due vittime si sono presentati ai Carabinieri per sporgere formale denuncia. Contestualmente, i familiari hanno consegnato agli investigatori un filmato che aveva già iniziato a circolare all’interno di alcune chat di gruppo.

Il video, girato da uno dei presenti che ha assistito passivamente alle violenze senza muovere un dito, documenta la gravità dell’accaduto. Nelle immagini si nota chiaramente uno dei due gemelli, parzialmente denudato, costretto con la forza a rimanere sotto il getto dell’impianto di irrigazione del campo, sommerso da insulti, urla e bestemmie da parte degli aggressori.

Le indagini e le posizioni al vaglio della Procura

L’analisi incrociata del materiale video e gli accertamenti tempestivi condotti dai Carabinieri hanno permesso di risalire rapidamente alle identità di quasi tutti i presunti partecipanti.

Per i minorenni identificati sono scattate le segnalazioni e le denunce alla Procura per i Minorenni di Venezia, che ora dovrà vagliare le singole posizioni. L’autorità giudiziaria è al lavoro per definire con precisione i reati da contestare e per ricostruire nel dettaglio le singole responsabilità attive o passive tenute dai componenti del gruppo durante le quattro ore di prigionia delle due vittime.

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