
l ministro dell’Interno Matteo Piantedosi assicura che i responsabili delle violenze avvenute durante le proteste No Tav in Val di Susa saranno individuati e perseguiti. Lo ha dichiarato intervenendo alla trasmissione 4 di sera News su Rete4, tornando sugli scontri che hanno coinvolto manifestanti e forze dell’ordine.
«Confido che, nel giro di un tempo giusto, le persone che hanno dato luogo agli incidenti ai quali abbiamo assistito verranno assicurate alla giustizia», ha affermato il titolare del Viminale, sottolineando il lavoro investigativo avviato dopo gli episodi di guerriglia.
Piantedosi ha risposto anche alle critiche mosse dall’opposizione, secondo cui le forze dell’ordine non sarebbero riuscite a prevenire le violenze. Il ministro ha parlato di un cambio di atteggiamento da parte di alcuni esponenti politici e commentatori.
«Ho visto opinionisti ed esponenti dell’opposizione denunciare una presunta attività troppo pervasiva e limitativa della libertà di manifestare», ha spiegato. «Poi, nel pomeriggio, di fronte agli incidenti, hanno cambiato radicalmente narrazione, accusando le forze di polizia e il governo di non essere stati in grado di impedire quanto accaduto».
Secondo il ministro, le attività di prevenzione non possono garantire che ogni episodio venga evitato, ma questo non significa che gli autori resteranno impuniti. L’obiettivo, ha ribadito, è individuare tutti i responsabili attraverso il lavoro investigativo.
Piantedosi ha evidenziato come le informazioni raccolte durante gli scontri siano già al vaglio degli investigatori e dell’autorità giudiziaria, nell’ambito delle indagini avviate per ricostruire l’accaduto e identificare chi ha preso parte agli episodi di violenza.
«È importante che i cittadini sappiano che non tutto ciò che sfugge alla prevenzione o al contrasto nell’immediatezza significa impunità», ha sottolineato il ministro, ribadendo la fiducia nell’operato delle forze dell’ordine.
Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono gli accertamenti sugli scontri verificatisi durante la manifestazione in Val di Susa, teatro di momenti di forte tensione e di violenze che hanno coinvolto agenti e manifestanti.
Il Viminale conferma quindi la linea della fermezza: oltre all’intervento sul campo, il lavoro degli investigatori proseguirà nei prossimi giorni con l’obiettivo di assicurare alla giustizia tutti coloro che saranno ritenuti responsabili dei disordini.


