
Per diversi giorni è rimasto uno dei casi più enigmatici affrontati dagli investigatori. Un corpo senza identità, ritrovato in circostanze drammatiche all’interno di una valigia, ha dato il via a un’indagine complessa, resa ancora più difficile dall’assenza di elementi utili a ricostruire chi fosse la vittima. Il lavoro degli inquirenti si è così concentrato sull’identificazione della donna, passaggio indispensabile per cercare di fare luce sull’intera vicenda.
Quando una persona resta senza nome, ogni dettaglio può diventare decisivo. Le verifiche sulle banche dati, la collaborazione tra autorità di diversi Paesi e gli accertamenti scientifici rappresentano strumenti fondamentali per arrivare a un’identificazione. È proprio attraverso questo percorso investigativo che il giallo ha registrato una prima svolta, undici giorni dopo il ritrovamento del cadavere.
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L’identificazione della vittima
Il corpo trovato all’interno di una valigia ad Atene appartiene a Elizabeth-Jane Ross, cittadina britannica di 38 anni, nata in Scozia nel 1988. L’identificazione è stata resa nota mercoledì 29 luglio dai media greci e mette fine, almeno per quanto riguarda l’identità della vittima, a giorni di incertezza.
La donna era rimasta senza nome dall’18 luglio, data del ritrovamento del cadavere. Da quel momento gli investigatori avevano avviato una serie di accertamenti per risalire alla sua identità, senza ottenere inizialmente risultati attraverso i normali canali di identificazione.

Il ritrovamento del corpo
Il cadavere era stato scoperto all’interno di un edificio abbandonato situato in via Evelpidon, nel quartiere di Kypseli, zona centrale di Atene caratterizzata da una significativa presenza di cittadini stranieri.
Secondo quanto ricostruito, a trovare il corpo è stato un senza fissa dimora. L’uomo avrebbe notato un forte odore provenire dall’immobile disabitato e, una volta entrato, avrebbe rinvenuto parte del corpo poco dopo l’una del pomeriggio.
Le prime informazioni emerse nel corso delle indagini indicano che il decesso della donna sarebbe avvenuto tra cinque e sette giorni prima della scoperta del cadavere.
La svolta nelle indagini
Per oltre una settimana gli investigatori non sono riusciti ad attribuire un’identità alla vittima. Le impronte digitali non hanno infatti restituito alcuna corrispondenza nelle banche dati locali, rendendo necessario ampliare il raggio delle verifiche anche al di fuori della Grecia.
La squadra investigativa si è quindi rivolta all’Interpol, chiedendo la collaborazione delle autorità straniere nel tentativo di individuare la donna attraverso gli strumenti di cooperazione internazionale.
La svolta è arrivata grazie agli accertamenti sul DNA, effettuati con il supporto delle autorità degli Stati Uniti, che hanno consentito di confermare l’identità della vittima.

La conferma dell’identità
Dopo il confronto genetico, gli investigatori hanno potuto stabilire che i resti appartengono a Elizabeth-Jane Ross, cittadina britannica.
Una fonte vicina alle indagini, citata dall’Irish Times, ha confermato che l’identificazione è stata completata e che i familiari più stretti della donna sono già stati informati.
L’accertamento dell’identità rappresenta un passaggio fondamentale nello sviluppo dell’inchiesta, consentendo agli investigatori di proseguire gli approfondimenti sulla vicenda partendo da un elemento che finora era rimasto sconosciuto. Resta ora il lavoro investigativo volto a ricostruire tutte le circostanze legate alla morte della 38enne britannica, mentre gli accertamenti proseguono per chiarire ogni aspetto del caso.


