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Valanga di Rigopiano, l’Inail chiede i danni al governo: rivuole 2,7 milioni già dati alle famiglie delle vittime

Pubblicato: 30/07/2026 20:23

Una clamorosa mossa giudiziaria riapre le ferite mai davvero rimarginate di uno dei capitoli più dolorosi della storia recente del nostro Paese, innescando uno scontro istituzionale ed economico di altissimo profilo. Ammonta 2.734.104 euro il risarcimento dei danni chiesto dall’Inail per 11 lavoratori uccisi e un altro rimasto ferito dalla valanga del 18 gennaio 2017 che distrusse il resort Rigopiano. L’Inail di Pescara minaccia una battaglia legale contro la presidenza del Consiglio dei ministri, ministero dell’Interno, Regione Abruzzo, Provincia di Pescara e Comune di Farindola invitandoli a un eventuale accordo prima di procedere davanti al tribunale. La somma corrisponde alle prestazioni che l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha erogato in questi nove anni, dal momento del disastro in cui morirono, oltre agli 11 dipendenti del resort, altre 18 persone che soggiornavano nella struttura a quota 1.200 metri.

«Si chiede il pagamento in via di surroga oltre interessi legali e rivalutazione monetaria e spese per il mio intervento», specifica la legale dell’Inail, Manuela de Marzo. Sotto le macerie ha perso la vita la trentenne Luana Biferi, giovane calciatrice originaria di Bisenti nel Teramano che lavorava nello staff dell’hotel. Stessa sorte nella tomba di ghiaccio per l’addetto alla reception Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco. Stroncata l’esistenza anche di Marinella Colangeli, 32enne di Farindola che gestiva la Spa insieme alla collega Cecilia Martella, 24 anni di Atri. Con loro operava anche la 32enne Linda Salzetta, sorella di uno dei sopravvissuti, Fabio. Trovò la morte il cameriere Gabriele D’Angelo, 31 anni, che provò in tutti i modi a mandare allarmi rimasti inascoltati, e la ventiduenne Ilaria Di Biase, cuoca dell’hotel. Si piange inoltre il 42enne Alessandro Giancaterino, capo della sala del ristorante, il receptionist trentatreenne Alessandro Riccetti, il tuttofare Faye Dame, 30 anni, e Roberto Del Rosso, 53enne ideatore del resort.

Le conseguenze legali e il drammatico ricordo del superstite

In quella tragedia trovò scampo per miracolo il manutentore Fabio Salzetta, rimasto bloccato nel vano caldaie mentre all’esterno la neve travolgeva tutto. L’uomo ha incassato una inabilità temporanea e danni permanenti, specifica l’Inail nella sua milionaria azione di rivalsa.

Una mossa, quella dell’Istituto, che ha spiazzato gli enti chiamati in causa. «Noi», spiega Luca Labricciosa, sindaco di Farindola, «come ente locale non abbiamo avuto condannati poiché il sindaco di allora Ilario Lacchetta ed il tecnico Enrico Colangeli sono stati assolti durante il processo di appello condotto a Perugia. Adesso vediamo come comportarci». La Provincia di Pescara, guidata da Giorgio De Luca, ha affidato la pratica al legale per capire gli spazi di manovra. Nel frattempo si attende il verdetto irrevocabile della Cassazione dopo le recenti decisioni sulle responsabilità di dirigenti regionali e vertici della Prefettura come l’ex prefetto Francesco Provolo e Leonardo Bianco.

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