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“Male al braccio dopo palestra, pensavo fosse normale…”. Poi la diagnosi atroce. Lacrime

Pubblicato: 31/07/2026 15:54

L’apparente stanchezza accumulatesi dopo una sessione di allenamento in palestra può celare insidie drammatiche e inaspettate per la salute, trasformando uno sforzo fisico quotidiano in un incubo medico dai contorni estremamente rischiosi. Un dolore al braccio, scambiato per il normale indolenzimento post-palestra, si è trasformato in pochi giorni nell’inizio di una rabdomiolisi, una condizione rara che può danneggiare muscoli e reni fino a diventare potenzialmente fatale. È quanto accaduto a Devin Lark, oggi 35enne, originaria della Pennsylvania, che ha deciso di condividere la sua vicenda personale per mettere in guardia altre persone sui segnali che il corpo invia e che spesso vengono superficialmente ignorati.

Tutto era iniziato con un fastidio che sembrava innocuo, comparso dopo essersi iscritta a un corso di fitness di gruppo. «Non era stato niente di eccessivo, solo un buon allenamento», ha ricordato la donna ripercorrendo quei momenti cruciali. Il giorno dopo, però, la situazione era peggiorata: «Mi sono svegliata con dolori forti, soprattutto alle braccia, ma pensavo fosse solo per un allenamento intenso». Nei giorni successivi, durante una gita in barca con le amiche, il dolore era aumentato ulteriormente: la donna ha passato ore «cercando di massaggiarmi e allungare le braccia, perché mi facevano malissimo quando le muovevo ed erano incredibilmente rigide». Nonostante tutto, ha continuato la sua routine tra lavoro e preparativi per un viaggio a New York, convinta che il dolore sarebbe passato da solo.

La corsa al pronto soccorso e la diagnosi di rabdomiolisi

La svolta è arrivata poco prima di mettersi in viaggio, quando le condizioni del braccio hanno destato forte preoccupazione. La sera prima della partenza, Lark si è accorta che qualcosa non andava: guardando il proprio arto, «mi sono resa conto che era davvero gonfio». Ha contattato dei parenti che lavorano in ambito medico, che le hanno consigliato di recarsi immediatamente al pronto soccorso per gli accertamenti d’urgenza del caso.

I medici hanno inizialmente sospettato un coagulo di sangue, ma dopo un’ecografia negativa, un’assistente medica ha deciso di far eseguire un esame più specifico. L’analisi ha rivelato che la giovane soffriva di rabdomiolisi, una rara lesione muscolare che provoca la rottura delle fibre dei muscoli. Quando questo accade, i componenti tossici delle fibre muscolari entrano in circolo e raggiungono i reni, con il rischio concreto di provocare gravi danni renali. Tra i sintomi più comuni figurano dolore e tensione muscolare, gonfiore, debolezza estrema e alterazioni del colore delle urine, che possono diventare scure o rossastre.

La diagnosi definitiva è arrivata attraverso un prelievo del sangue per misurare i livelli di creatina chinasi (CK), la proteina rilasciata dai muscoli quando si degradano: per il suo sesso, altezza e peso, un valore normale sarebbe stato compreso tra 30 e 223, mentre quello della paziente si attestava all’incredibile cifra di 49.364. La donna è stata ricoverata d’urgenza e sottoposta per giorni a flebo continua e controlli del sangue regolari per monitorare la discesa dei valori di CK. Devin Lark ha raccontato di essersi sentita «molto stanca e debole per diverse settimane», al punto da non riuscire nemmeno ad asciugarsi i capelli con il phon. Oggi si è fortunatamente ripresa del tutto, a parte una certa ansia che continua a riaffiorare ogni volta che avverte un normale indolenzimento dopo l’attività fisica.

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