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Palazzina crollata a Messina, recuperato un terzo corpo

Pubblicato: 01/08/2026 13:24

La città di Messina si trova ad affrontare ore di grandissimo dolore e apprensione a causa del devastante crollo di un palazzo di quattro piani avvenuto nella zona di Pistunina. La tragedia, che ha sconvolto l’intera comunità locale e richiamato l’attenzione nazionale, ha trasformato l’edificio in una vasta distesa di detriti e macerie. I primi interventi sul posto hanno visto una mobilitazione massiccia e immediata delle forze dell’ordine e dei soccorritori, impegnati fin dai primi minuti in una vera e propria corsa contro il tempo. L’intera area interessata dal disastro è stata completamente transennata e interdetta al traffico veicolare e pedonale per garantire la massima sicurezza alle operazioni di scavo e consentire il passaggio dei mezzi di emergenza.

Il tragico bilancio dell’evento

La struttura crollata era un edificio particolarmente noto della zona, risalente alla fine degli anni ottanta e caratterizzato da una superficie di circa duemilacinquecento metri quadrati per ciascun livello. Al suo interno trovavano spazio diverse attività fisiche e commerciali: il piano seminterrato era adibito a magazzino, il piano terra ospitava una macelleria in fase di ristrutturazione, il primo piano era occupato da un grande bazar gestito da cinesi, mentre i piani superiori accoglievano gli appartamenti privati dei proprietari e una terrazza. Il cedimento strutturale ha travolto improvvisamente sia le persone presenti all’interno delle abitazioni sia chi si trovava negli spazi commerciali. Attualmente il bilancio ufficiale parla di tre corpi estratti privi di vita, ma le operazioni sul campo continuano ininterrottamente nella speranza di individuare altre persone ancora in vita.

Le operazioni di soccorso tra le macerie

Sul luogo del crollo lavorano instancabilmente circa settanta vigili del fuoco, coordinati dal comandante Michele Burgio. La strategia di soccorso adottata è estremamente meticolosa e si avvale del contributo cruciale delle squadre speciali Usar, specializzate nella ricerca e nel salvataggio all’interno di ambienti urbani e scenari sismici o di crollo. I soccorritori stanno impiegando unita cinofile, droni avanzati e specialisti della nucleo Saf per sondare ogni singolo anfratto del cumulo di macerie. Le ricerche vengono pianificate partendo dalle piantine originali dello stabile e dalle testimonianze raccolte sul posto, con l’obiettivo di individuare i punti in cui era più probabile la presenza delle persone al momento del crollo. I vigili del fuoco sottolineano come non siano ancora trascorse le fatidiche trentasei ore dall’evento, un arco di tempo in cui le probabilità di trovare superstiti rimangono concrete.

Tra i corpi senza vita recuperati dalle squadre di soccorso figurano l’imprenditore Carmelo Leone e la sorella Rosa Leone, quest’ultima identificata ufficialmente dalla figlia. Un terzo corpo non ancora identificato è stato estratto successivamente dai resti della struttura. La conta delle persone introvabili rimane tuttavia drammatica, poiché risultano ancora tre dispersi all’appello. Tra chi manca ancora all’appello figurano Santino Magazzù, marito di Rosa Leone, l’altra sorella Sara Leone, il domestico di origine cingalese Lhairu Warnakulasuriya e Alessandra Frazzica, una giovane commessa messinese di venti anni che lavorava all’interno del bazar situato al primo piano del palazzo. I soccorritori non interrompono gli scavi, mantenendo altissimo il livello di attenzione.

L’appello dei familiari sui soccorsi

In queste ore drammatiche segnate da un’attesa straziante, i familiari delle persone coinvolte hanno lanciato un appello accorato sui canali social rivolto a tutti i cittadini e ai conoscenti. La figlia di Rosa Leone, Clelia Magazzù, ha chiesto pubblicamente di non effettuare chiamate telefoniche ai cellulari dei dispersi. Questa richiesta nasce dalla necessità fondamentale di preservare le batterie dei telefoni, strumento fondamentale per le ricerche in corso. I soccorritori stanno infatti utilizzando le frequenze e i segnali acustici dei dispositivi cellulari per tentare di localizzare la posizione precisa dei corpi o di eventuali superstiti ancora bloccati al di sotto dei pesanti blocchi di cemento.

La gestione dei feriti negli ospedali

I soccorsi hanno provveduto a trasportare d’urgenza tre feriti accertati presso il Policlinico universitario Gaetano Martino di Messina. Uno dei feriti si trova attualmente in codice rosso per le gravi lesioni riportate nell’impatto. Per fare fronte a questa improvvisa gravissima emergenza sanitaria, l’ospedale ha attivato immediatamente il proprio piano interno di crisi, disponendo il richiamo di medici e personale sanitario da altre strutture ospedaliere della zona. Altri feriti meno gravi sono stati smistati in differenti nosocomi della città e le loro condizioni generali fortunatamente non destano preoccupazioni per la vita.

Le indagini per chiarire le cause

Parallelamente all’attività di soccorso, la Procura della Repubblica di Messina ha aperto un fascicolo d’inchiesta, attualmente a carico di ignoti, diretto dal procuratore Antonio D’Amato. Gli investigatori intendono fare piena luce sulle cause che hanno determinato il disastroso crollo dell’immobile. Dalle prime ricostruzioni e dalle testimonianze dei presenti emersa la presenza di un forte tremore prima del cedimento, un dettaglio che tende a escludere un’esplosione da gas e spinge le ipotesi investigative verso un cedimento di natura strutturale. La magistratura e le forze dell’ordine stanno acquisendo documenti edilizi e verificando la natura dei lavori di ristrutturazione in corso al piano terra, per accertare se gli interventi potessero aver intaccato elementi portanti dello stabile o se vi fossero preesistenti criticità strutturali mai sanate.

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Ultimo Aggiornamento: 01/08/2026 13:27

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