
La crisi migratoria che ha investito Ceuta, con l’arrivo in poche ore di circa 50mila migranti dal Marocco, continua ad alimentare il dibattito politico. A intervenire è il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, secondo cui quanto accaduto non sarebbe stato un episodio casuale, ma il risultato di un’operazione pianificata con precisi obiettivi politici. Intanto, secondo il governo spagnolo, quasi tutti i migranti entrati nell’enclave sono già rientrati in territorio marocchino.
“Ci sono molti indizi che fanno pensare a un piano”
Fratoianni sostiene che esistano diversi elementi che rendono poco credibile l’ipotesi di un evento spontaneo. Il primo riguarda la diffusione, nei giorni precedenti alla crisi, di false notizie circolate sui social network, secondo cui la frontiera sarebbe rimasta aperta e chi fosse riuscito a raggiungere Ceuta avrebbe ottenuto la regolarizzazione.
Il secondo elemento, secondo il leader di Sinistra Italiana, riguarda i rapporti internazionali del Marocco. Fratoianni ricorda la cooperazione tra Rabat e Israele e i recenti rapporti con gli Stati Uniti, mentre il terzo punto riguarda il comportamento delle autorità marocchine. A suo giudizio sarebbe difficile immaginare che decine di migliaia di persone possano attraversare il confine in poche ore senza che le forze di sicurezza se ne accorgano.
Le accuse alla destra europea e a Giorgia Meloni
Secondo Fratoianni, dopo l’esplosione della crisi sarebbe partita una massiccia campagna di propaganda. Nel suo intervento cita anche un video diffuso da Elon Musk, realizzato con l’intelligenza artificiale, che avrebbe paragonato quanto stava accadendo a un’invasione di zombie.
Il segretario di Sinistra Italiana punta poi il dito contro diversi partiti della destra europea, tra cui AfD, Vox, Rassemblement National e Fratelli d’Italia, accusandoli di aver sfruttato immediatamente la vicenda sul piano politico. Nel mirino finisce anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, criticata per la decisione di sospendere Schengen nei confronti della Spagna. Fratoianni sostiene che Ceuta, pur appartenendo alla Spagna, si trovi in territorio africano e che non vi fosse alcun rischio immediato per la libera circolazione all’interno dell’area Schengen.
“Sánchez è diventato un problema”
Per Fratoianni il vero obiettivo dell’operazione sarebbe il premier spagnolo Pedro Sánchez. Il leader di Sinistra Italiana ritiene che il capo del governo di Madrid sia finito nel mirino per le sue posizioni sulla guerra a Gaza, per le critiche rivolte all’intervento militare statunitense contro l’Iran e per le scelte economiche del suo esecutivo, che definisce efficaci rispetto a quelle di altri Paesi europei.
Secondo questa lettura, la crisi di Ceuta rappresenterebbe un salto di qualità nelle strategie delle destre internazionali, che non si limiterebbero più a influenzare il dibattito pubblico attraverso i social media, ma arriverebbero a costruire eventi politici e mediatici per colpire governi considerati scomodi.
Le parole finali del leader di Sinistra Italiana
Fratoianni conclude con un appello a contrastare quella che definisce “l’internazionale nera”, sostenendo che sia necessario difendere le istituzioni democratiche italiane ed europee prima che sia troppo tardi. Secondo il leader rossoverde, la risposta dovrà arrivare anche attraverso il voto alle prossime consultazioni elettorali.


