
Le divisioni nel cosiddetto campo largo tornano a esplodere sul dossier Ucraina. A riaccendere lo scontro è stato il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha ribadito il no del suo partito a nuovi invii di armi a Kiev. Una posizione che ha provocato l’immediata reazione del Partito democratico, con il senatore Filippo Sensi che ha attaccato duramente l’ex presidente del Consiglio, arrivando a definirlo «il Vannacci del campo largo».
Conte ribadisce il no a nuovi aiuti militari
Intervenendo sul tema del sostegno occidentale all’Ucraina, Conte ha ricordato che il Movimento 5 Stelle aveva votato a favore del primo invio di armi dopo l’invasione russa, ritenendolo necessario per consentire a Kiev di difendersi dall’attacco di Mosca.
Secondo il leader pentastellato, però, quella fase si è conclusa e il Movimento non intende più sostenere nuovi pacchetti di aiuti militari. Alla domanda se i parlamentari del M5S voteranno il prossimo provvedimento sul sostegno all’Ucraina, la risposta è stata netta: «Noi non votiamo il sostegno militare».
La replica del Pd: «Sei il Vannacci del campo largo»
Le dichiarazioni di Conte hanno provocato una dura presa di posizione all’interno dello stesso fronte progressista. Il senatore del Partito democratico Filippo Sensi ha affidato ai social un messaggio dai toni particolarmente severi.
«Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo un’agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa. A meno che non punti di nuovo a un’alleanza gialloverde. Gli italiani l’hanno già conosciuta, purtroppo. Se ne facesse una ragione», ha scritto Sensi, mettendo in evidenza la distanza tra la linea del Pd e quella del Movimento 5 Stelle sul conflitto in Ucraina.
Tajani: «Conte sta dalla parte dell’aggressore»
Sulle parole del leader pentastellato è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che durante un incontro al Caffè della Versiliana ha criticato la posizione del Movimento.
«Conte è libero di stare dalla parte della Federazione Russa, dalla parte dell’aggressore. Noi non partecipiamo alla guerra, ma con l’Europa continuiamo ad aiutare l’Ucraina», ha dichiarato il leader di Forza Italia.
Tajani ha poi sottolineato quella che considera una contraddizione all’interno dell’opposizione: «Bisognerebbe che Conte chiedesse al Pd, il suo più grande alleato, se la pensa come lui: questa è la grande contraddizione che c’è a sinistra. Stare contro l’Ucraina vuol dire anche allontanarsi dall’Europa».
Nuove tensioni nell’opposizione
L’ennesimo scontro sull’Ucraina conferma le profonde differenze che continuano a dividere Partito democratico e Movimento 5 Stelle su uno dei principali temi di politica estera. Mentre il Pd resta favorevole al sostegno militare a Kiev in linea con le decisioni dell’Unione europea e della Nato, il Movimento 5 Stelle continua a chiedere lo stop all’invio di armi, insistendo sulla necessità di puntare esclusivamente sulla via diplomatica.


