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“In un forno statico”. Caldo killer Italia, bimba chiusa in auto sotto al sole. Com’è potuto succedere

Pubblicato: 03/08/2026 11:48

Un potenziale dramma sotto il sole cocente si è trasformato in un racconto a lieto fine grazie al prontezza e al coraggio di tre uomini dello Stato, capaci di intervenire nel momento più critico. Tre agenti della polizia penitenziaria liberi da servizio hanno salvato una bambina rimasta bloccata in auto sotto il sole a Padova. Il fatto è avvenuto sabato, ma la notizia è stata diffusa solo oggi, lunedì 3 agosto. A quanto si apprende, i tre agenti per salvare la piccola sono stati costretti a rompere il finestrino del veicolo dopo aver valutato fosse troppo rischioso attendere l’arrivo dei Vigili del Fuoco.

Secondo quanto è stato ricostruito, l’allarme è stato lanciato proprio dalla madre della bambina, che aveva per errore lasciato la figlia chiusa all’interno dell’auto. I tre poliziotti sono stati richiamati dalle richieste di aiuto della donna. È stato immediatamente richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, ma i tre agenti si sono allo stesso tempo resi conto del progressivo aumento dello stato di agitazione della bambina a causa delle alte temperature nell’abitacolo. Di fronte al concreto rischio per l’incolumità della piccola, e dopo aver constatato che tutte le portiere erano bloccate, hanno deciso di rompere il finestrino lato guida (individuato come il punto più sicuro per intervenire), riuscendo così ad aprire le portiere e ad affidare subito la bambina alla madre. La minore non ha riportato alcuna conseguenza fisica e l’intervento si è concluso senza feriti.

Il plauso delle istituzioni e il riconoscimento del Sappe

L’episodio ha suscitato profonda commozione e unanime plauso da parte delle organizzazioni sindacali e dei vertici regionali. «Anche quando sono liberi dal servizio», ha detto Giovanni Vona, Segretario Nazionale del Sappe per il Triveneto, commentando la notizia, «i poliziotti penitenziari non esitano a mettere a disposizione professionalità, equilibrio e coraggio per tutelare la vita delle persone». E ha aggiunto: «Per questo chiediamo che ai colleghi protagonisti di questo intervento siano conferiti i previsti riconoscimenti premiali da parte dell’Amministrazione Penitenziaria».

Anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani si è congratulato e ha ringraziato i tre agenti della Polizia Penitenziaria intervenuti. «Episodi come questo dimostrano che il senso di appartenenza al Corpo e lo spirito di servizio non conoscono orari né confini. Chi indossa una divisa non la toglie mai, anche quando è in borghese, perché quell’uniforme non rappresenta solo un abito, ma un modo di vivere», ha detto. «Con il caldo di questi giorni», ha aggiunto, «la bimba ha rischiato la vita, nonostante la mamma fosse subito corsa a chiedere aiuto; fortunatamente ha trovato sulla sua strada tre angeli e potrà dimenticare presto la brutta esperienza».

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