
Proseguono le indagini sul disastro del Cessna 208B Grand Caravan precipitato nei pressi di Nazca, in Perù, causando la morte di tutte le 13 persone a bordo, tra cui sette turisti italiani. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi istanti del volo per capire cosa abbia provocato la perdita di controllo del velivolo. Al momento restano aperte diverse piste investigative: dal guasto tecnico alle condizioni meteo, fino a un possibile errore umano o a un cedimento strutturale.
Uno degli elementi che più ha colpito gli esperti riguarda la dinamica dello schianto. Alcuni video ripresi da testimoni mostrerebbero infatti l’aereo precipitare quasi in verticale dopo aver apparentemente perso l’ala sinistra e mentre si staccavano altri frammenti della struttura. L’impatto al suolo e la limitata dispersione dei detriti sembrano confermare una caduta estremamente rapida.

Le autorità peruviane hanno affidato l’inchiesta alla Commissione per le indagini sugli incidenti aerei, mentre nelle prossime fasi dovrebbero partecipare anche specialisti provenienti da Italia, Germania, Spagna e Stati Uniti, Paesi coinvolti per la nazionalità delle vittime e per la costruzione del velivolo.
Secondo quanto riferito dal ministro peruviano del Commercio estero e del Turismo, Rogers Valencia, pochi minuti prima dell’impatto i piloti avrebbero comunicato via radio la presenza di un problema meccanico, lanciando una dichiarazione di emergenza. Poco dopo, però, ogni contatto con la torre di controllo si è improvvisamente interrotto.
Il Cessna era decollato da Pisco alle 12.10 ora locale per il tradizionale volo turistico sopra le Linee di Nazca. Intorno alle 13.01 l’equipaggio avrebbe segnalato l’emergenza mentre si trovava nella fase di rientro verso l’aerodromo María Reiche. I controllori di volo hanno tentato più volte di ristabilire le comunicazioni, senza ottenere alcuna risposta.

A individuare il luogo dello schianto è stato un altro pilota impegnato nella zona, che ha notato una colonna di fumo provenire dall’area dell’impatto. Quando i soccorritori hanno raggiunto il relitto, il velivolo era già completamente avvolto dalle fiamme e per le persone a bordo non c’era ormai più nulla da fare.
Tra gli aspetti al centro dell’inchiesta ci sono anche le condizioni meteorologiche. Al momento del decollo nella zona soffiavano raffiche di vento fino a 40 chilometri orari, mentre nei giorni precedenti la regione era stata interessata dai cosiddetti venti Paracas, che avevano già causato la sospensione temporanea di alcuni voli turistici diretti a Nazca. Gli investigatori dovranno stabilire se il maltempo abbia avuto un ruolo diretto o indiretto nella tragedia.
L’inchiesta è resa più complessa dall’assenza delle scatole nere. Il Cessna 208B Grand Caravan, infatti, non è obbligato a esserne dotato. Per ricostruire gli ultimi minuti del volo gli esperti dovranno quindi affidarsi ai dati del transponder, ai sistemi Gps, alle informazioni dell’avionica, ai parametri del motore e ai rottami recuperati sul luogo dell’incidente.
Il Cessna 208B Grand Caravan è uno degli aerei da turismo più diffusi al mondo, con oltre mille esemplari in servizio. Apprezzato per la sua versatilità, è però un velivolo monomotore e non pressurizzato, caratteristiche che lo rendono più esposto agli effetti della turbolenza e del vento forte rispetto ad aeromobili più grandi o bimotore. Saranno ora gli accertamenti tecnici a chiarire se il disastro sia stato provocato da un guasto improvviso, da una sequenza di eventi o da una combinazione di più fattori.


