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Ceuta, nuovo affondo della Spagna contro l’Italia: “Controlli inutili e sproporzionati”

Pubblicato: 04/08/2026 15:58

Nuovo scontro diplomatico tra Italia e Spagna sulla gestione della crisi migratoria di Ceuta. Al termine della riunione informale dei ministri dell’Interno dell’Unione europea, Madrid è tornata a criticare la decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente Schengen nei confronti della Spagna, definendo i controlli introdotti «completamente inutili e sproporzionati».

Marlaska: “L’Italia revochi i controlli il prima possibile”

A lanciare il nuovo affondo è stato il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, che ha espresso la convinzione che Roma possa revocare presto i controlli alle frontiere interne aeree e marittime.

Secondo il ministro, l’area Schengen non sarebbe mai stata realmente in pericolo, nonostante l’arrivo di decine di migliaia di migranti a Ceuta. Per questo motivo Madrid ritiene che le misure adottate dall’Italia non siano più giustificate alla luce dell’evoluzione della situazione.

Brunner: “La misura dovrà essere proporzionata e temporanea”

Sulla vicenda è intervenuto anche il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, spiegando che la Commissione europea dovrà valutare la decisione italiana.

Brunner ha ricordato che qualsiasi misura di questo tipo deve rispettare i principi di proporzionalità e temporaneità, sottolineando come la situazione sul terreno sia cambiata negli ultimi giorni, con il rientro in Marocco di gran parte dei migranti arrivati a Ceuta e l’assenza, al momento, di movimenti secondari verso altri Paesi europei.

Portogallo e Francia si schierano con Madrid

Nel corso della riunione straordinaria è arrivato anche il sostegno del Portogallo alla posizione spagnola. Il ministro dell’Interno Luis Neves ha elogiato la gestione dell’emergenza da parte di Madrid, evidenziando la collaborazione con il Marocco e i numerosi rimpatri già effettuati. Secondo Lisbona, l’integrità dello spazio Schengen non sarebbe mai stata compromessa, anche in considerazione dello status speciale dell’enclave di Ceuta e dei controlli già previsti per i collegamenti con la Spagna continentale.

Sulla stessa linea anche la Francia. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha dichiarato che, durante il confronto tra i Paesi membri, è emersa la convinzione condivisa che «Schengen non sia il problema, ma la soluzione». Nunez ha inoltre espresso rammarico per le divisioni emerse all’interno dell’Unione europea, avvertendo che le divergenze tra gli Stati membri rischiano di essere sfruttate da attori esterni per indebolire l’Europa.

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