
Un’ondata d’odio intollerabile torna a scuotere il cuore del Vecchio Continente, riaccendendo l’allarme sulla sicurezza della popolazione ebraica e trasformando un momento di aggregazione e crescita in un incubo d’altri tempi. Gravissima intimidazione antisemita a Sofia, in Bulgaria, contro un gruppo di adolescenti ebrei italiani provenienti da Roma e Milano e i loro educatori. Un episodio di una gravità inaudita che mostra quanto il veleno del pregiudizio e dell’estremismo sia ancora drammaticamente radicato in diverse realtà europee.
La ricostruzione di quanto accaduto lascia letteralmente sgomenti per la spudoratezza e la violenza dell’azione. Un video circolato in rete mostra alcuni naziskin vestiti di nero che urlano “Sieg Heil”, fanno saluti nazisti e si agitano minacciosi davanti all’hotel che ospitava i ragazzi. L’episodio risale a domenica scorsa. Immagini sconcertanti che si sono diffuse rapidamente sulla rete, provocando lo sdegno immediato delle istituzioni e delle rappresentanze comunitarie italiane e internazionali per un raid che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più tragiche.
Momenti di forte tensione a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha preso di mira un albergo in cui era alloggiato un gruppo di adolescenti ebrei italiani provenienti da #Roma e #Milano, insieme ai loro educatori. pic.twitter.com/ZbUWk6OG19
— Shalom (@shalomroma) August 4, 2026
La denuncia della Comunità Ebraica e l’allarme globale
La reazione del mondo ebraico non si è fatta attendere, alzando un grido di dolore e di netta condanna di fronte all’ennesima aggressione subita da giovanissimi indifesi. «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti», ha denunciato Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, che ha parlato di «ignobile provocazione». «Ci sono stati lunghi minuti di tensione, anche perché dopo l’intervento della polizia i naziskin sono tornati e hanno di nuovo bloccato gli ingressi, minacciando e urlando i nostri ragazzi», ha spiegato in una nota. «La Comunità Ebraica di Roma condanna con fermezza questo ennesimo episodio di antisemitismo, che colpisce adolescenti ebrei italiani e i loro educatori, in un Paese dell’Unione europea. Chiediamo alle autorità bulgare che venga fatta luce su quest’aggressione e che i responsabili vengano al più presto identificati e perseguiti».
La tensione, tuttavia, non si limita al panorama europeo ma mostra numeri spaventosi anche oltreoceano. L’antisemitismo si fa sentire anche negli Usa: a luglio, a New York, il 70% di tutti i crimini d’odio ha colpito gli ebrei, confermando l’aumento di tali reati da quando il sindaco di New York, Zohran Mamdani, si è insediato all’inizio dell’anno. I crimini d’odio antiebraici confermati sono aumentati dell’8,5% quest’anno, raggiungendo quota 205 rispetto ai 189 dello stesso periodo dell’anno scorso. Un’escalation globale che richiede risposte immediate e inflessibili da parte dei governi di tutto il mondo.


