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Vannacci, questa non ci voleva: arriva la brutta notizia per lui

Pubblicato: 04/08/2026 13:19

Il quadro politico italiano continua a muoversi attraverso piccoli spostamenti nelle intenzioni di voto degli elettori. In una fase in cui gli equilibri tra partiti restano molto delicati, anche variazioni apparentemente contenute possono diventare segnali da osservare con attenzione, soprattutto quando riguardano forze politiche capaci di modificare gli assetti delle coalizioni.

Negli ultimi mesi l’ingresso sulla scena politica di nuovi soggetti ha rappresentato uno degli elementi più osservati dagli analisti. La crescita di alcuni movimenti ha infatti avuto conseguenze dirette sugli altri partiti, modificando gli equilibri soprattutto all’interno del centrodestra. La nuova rilevazione della media dei sondaggi realizzata da Termometro politico fotografa ora una fase di maggiore stabilità, con alcuni cambiamenti nelle percentuali dei principali schieramenti.
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Futuro nazionale rallenta dopo mesi di crescita

Il dato più significativo riguarda Roberto Vannacci e il movimento Futuro nazionale, che per la prima volta da marzo mostrerebbe un rallentamento nella crescita registrata nei mesi precedenti.

Secondo la media dei sondaggi, il partito si attesterebbe al 6,8%, facendo registrare una lieve flessione rispetto alle settimane precedenti. Si tratta comunque di un calo contenuto, interpretato più come una fase di assestamento che come una vera inversione di tendenza.

Il movimento guidato dall’europarlamentare resta comunque una delle variabili più importanti dello scenario politico attuale. La sua capacità di consolidarsi intorno a percentuali vicine al 7% potrebbe renderlo un elemento competitivo rispetto ad altri partiti di centrodestra, mentre eventuali ulteriori crescite o cali potrebbero modificare nuovamente gli equilibri.

Fratelli d’Italia e Lega recuperano qualche decimo

Tra i partiti che avevano maggiormente risentito della crescita di Futuro nazionale ci sono Fratelli d’Italia e Lega, che nella nuova rilevazione tornano a guadagnare terreno.

Il partito guidato da Giorgia Meloni raggiunge il 27,5%, registrando un recupero rispetto alle rilevazioni precedenti. Un dato che consente alla forza politica di mantenere una posizione dominante all’interno della maggioranza di governo.

La crescita arriva in una fase in cui l’esecutivo sta concentrando parte della propria comunicazione su temi come sicurezza e immigrazione, mentre restano centrali per gli elettori anche questioni economiche come il costo dell’energia e l’aumento dei prezzi.

Anche la Lega registra un lieve miglioramento, salendo al 6,1%. Il risultato, pur rappresentando un segnale positivo rispetto alle perdite degli ultimi mesi, non modifica una situazione ancora complessa per il partito guidato da Matteo Salvini, che continua a essere distante dai livelli elettorali raggiunti in passato.

Diverso il quadro per Forza Italia, che scende al 7,7%.

Il centrodestra e la sfida degli equilibri interni

Considerando complessivamente i partiti della coalizione di governo, il centrodestra si attesterebbe intorno al 42-43% dei consensi.

Il dato resta significativo, ma secondo la rilevazione non garantirebbe automaticamente un successo elettorale, anche perché molto dipenderà dalle dinamiche future e dal posizionamento delle forze che oggi si collocano fuori dagli schieramenti tradizionali.

In questo scenario, il ruolo di Roberto Vannacci rimane uno degli elementi più osservati. La crescita di Futuro nazionale ha infatti inciso sugli equilibri soprattutto tra gli elettori dell’area conservatrice, creando una nuova competizione interna.

La prossima fase sarà decisiva per capire se il movimento riuscirà a consolidarsi oppure se la crescita iniziale lascerà spazio a un ridimensionamento.

Pd in risalita, Movimento 5 stelle stabile

Nel centrosinistra il quadro appare caratterizzato da movimenti alternati.

Il Partito democratico torna a crescere, raggiungendo il 21,1% nella media dei sondaggi. Il dato rappresenta un recupero, anche se il partito resta sotto i risultati ottenuti in precedenti appuntamenti elettorali, comprese le ultime elezioni europee.

Il Movimento 5 stelle mantiene invece una posizione stabile al 13%, senza variazioni significative.

Scende invece Alleanza Verdi-Sinistra, che si attesta al 6,2%.

Per quanto riguarda le forze centriste, Italia Viva di Matteo Renzi cresce al 2,5%, mentre +Europa scende all’1,4%.

Il futuro del campo largo e i partiti fuori dalle coalizioni

La somma delle forze che potrebbero comporre il cosiddetto campo largo porterebbe l’opposizione intorno al 44% dei consensi secondo la rilevazione.

Il dato, però, non si traduce automaticamente in una coalizione elettorale competitiva. Restano infatti aperte numerose differenze tra i partiti, soprattutto su temi considerati sensibili come la politica estera, oltre a tensioni interne che potrebbero rendere complessa una sintesi comune.

Fuori dai due principali schieramenti rimane invece Azione, il partito guidato da Carlo Calenda, indicato al 3%.

Proprio il confronto tra forze indipendenti come Azione e Futuro nazionale e i due grandi blocchi politici sarà uno degli elementi da seguire nei prossimi mesi. In vista delle prossime elezioni, infatti, saranno le alleanze e gli spostamenti degli elettori a determinare il nuovo equilibrio della politica italiana.

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