
Una svolta decisiva e carica di profonda commozione segna una delle vicende giudiziarie e umane più dolorose degli ultimi anni, riaprendo una ferita che non si è mai rimarginata ma offrendo al contempo un primo passo verso la giustizia. Per la morte del piccolo Domenico Caliendo in seguito a un trapianto di cuore fallito c’è l’accordo per il risarcimento tra l’azienda ospedaliera dei Colli e la famiglia. Lo annuncia l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino. «Siamo pienamente soddisfatti», commenta Petruzzi, «e lo è anche mamma Patrizia. Il Monaldi ci ha riconosciuto il risarcimento e, soprattutto, ci ha evitato un processo civile che avrebbe aggiunto ulteriore dolore alla famiglia. Adesso possiamo concentrarci sul procedimento penale». Una decisione che snellisce il percorso legale e consente ai genitori di focalizzare ogni energia sulla battaglia in aula.
Sull’entità della somma su cui c’è stato l’accordo stragiudiziale – che sarà firmato formalmente a settembre – sia l’ospedale Monaldi, sia la famiglia Caliendo-Mercolino hanno sottoscritto un rigoroso verbale di riservatezza. Secondo le tabelle di riferimento, in particolare quelle del tribunale ordinario di Milano, la cifra complessiva dovrebbe attestarsi a poco meno di un milione e mezzo di euro. Inizialmente la richiesta formulata dall’avvocato Petruzzi era stata di tre milioni di euro. Complessivamente sono sei le persone aventi diritto al risarcimento, ovvero i genitori del piccolo, i fratellini e due nonni, uniti in un dolore compostissimo.
La determinazione di mamma Patrizia verso il processo penale
L’aspetto economico passa del tutto in secondo piano di fronte alla sete di verità sul piano criminale per accertare le singole responsabilità cliniche e procedurali. «La nostra priorità era chiudere questo procedimento prima del processo penale e, anche grazie al Monaldi, ci siamo riusciti: la cifra, come ho sempre detto, non mi interessava, l’unica cosa importante era arrivare al processo penale senza il peso del procedimento civile». Così ha commentato Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, dimostrando una forza straordinaria di fronte alla tragedia che ha spezzato la vita del suo bambino.
I ricordi e il legame indissolubile con il piccolo continuano a guidare ogni passo della donna in questa complessa vicenda legale. «Cosa ho detto a Domenico? Lui sorride, lo vedo sorridere sempre. Ieri è stato il suo onomastico e sono andata a trovarlo. Gli ho detto ‘amore di mamma, manca poco e inizia il processo, ci siamo quasi’. Quel giorno li guarderò negli occhi, uno a uno, anche se so che sarà emotivamente molto pesante, ma lo devo a mio figlio». Parole toccanti che restituiscono la dimensione di una battaglia madre-figlio destinata ad arrivare fino in fondo, in attesa che i giudici si pronuncino definitivamente sulle drammatiche responsabilità dell’intervento.


