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Migranti, l’annuncio da brividi: «Il rischio terrorismo a Ceuta è concreto. Regia dietro gli arrivi»

Pubblicato: 09/08/2026 09:53

Una minaccia silenziosa ma drammaticamente concreta torna a scuotere gli equilibri geopolitici nel Mediterraneo, accendendo i riflettori su un confine cruciale per la sicurezza continentale. L’allarme terrorismo islamista a Ceuta è concreto. E c’è «una regia» dietro la mobilitazione social. La crisi diplomatica fra Italia e Spagna non è figlia solo dello scontro politico tra il modello socialista di Pedro Sánchez e quello conservatore di Giorgia Meloni. No, si poggia soprattutto sul rischio che l’exclave possa, per la sua storia, essere un centro di «radicalizzazione e reclutamento jihadista, con diverse decine di persone, originarie dell’area, partite in passato per combattere in Siria e Iraq».

L’analisi degli apparati di sicurezza tratteggia uno scenario dai contorni inquietanti. Gli 007 monitorano con attenzione il passaparola in vista della nuova e annunciata invasione di migranti. «Colpiamoli il giorno 10 e non l’11. Ci sono manifestazioni per il giorno 9», si legge nelle chat private di WhatsApp. Dalle discussioni analizzate «si osserva già una tendenza ad anticipare la data», mentre chi rilancia il nuovo esodo sono utenti di Tik Tok — «spesso gestori multipli di gruppi e usuari di numeri telefonici marocchini» — che inviano link a gruppi Facebook dove «un numero limitato di membri utilizza la stessa utenza in più gruppi».

La strategia dei social e la risposta militare sul campo

Per gli analisti di intelligence è ormai evidente come dietro la campagna sia in atto «una regia per la campagna», spinta da utenze con numeri provenienti da vari Paesi come Usa, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal, che potrebbe portare a un’azione anticipata rispetto a sabato prossimo. Una regia «non è attribuibile per il momento» a un soggetto preciso, ma che lascia spazio all’infiltrazione di «trafficanti di esseri umani». I timori che dietro il movimento si nasconda il reclutamento di estremisti restano alti: nella vicina Fnideq (Castillejos), l’area «è stata spesso soggetta a operazioni di antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco per disarticolare reti jihadiste transfrontaliere». Proprio i rischi di «sicurezza e di terrorismo per l’Italia» hanno motivato le recenti scelte strategiche di Palazzo Chigi.

Nel frattempo, il governo spagnolo ha potenziato i presidi difensivi. Risulta «consolidata la barriera pneumatica galleggiante, di circa 500 metri, posizionata presso il confine marittimo con il Marocco», mentre le fregate «Santa Maria» e «Navarra» pattugliano le acque. Più di duemila militari sono presenti nell’exclave, affiancati da un numero «fortemente incrementato» di Guardia Civil e Policía Nacional. I minori arrivati il 30 e 31 luglio saranno identificati e rimpatriati: la loro presenza non «configura, allo stato, elementi di particolare criticità», pur rimanendo la zona un punto d’attrazione per gli attraversamenti irregolari.

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Ultimo Aggiornamento: 09/08/2026 10:02

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