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Rivolta nel calcio, l’annuncio è clamoroso: viene giù tutto

Pubblicato: 10/08/2026 17:21

È ormai scontro aperto tra Gianni Infantino e alcune delle principali confederazioni calcistiche mondiali. L’ultima bordata contro il presidente della Fifa arriva da Uefa, Concacaf e Afc, che hanno contestato duramente l’idea di una possibile privatizzazione del Mondiale. Una proposta che, secondo le tre confederazioni, mette in discussione non solo la gestione della Coppa del Mondo, ma anche i principi di governance dell’intero movimento calcistico.

La reazione è arrivata attraverso una nota congiunta firmata dai presidenti Aleksander Ceferin per la Uefa, Salman Bin Ibrahim Al Khalifa per l’Afc e Victor Montagliani per la Concacaf, insieme ai segretari generali delle tre organizzazioni. Il messaggio è netto fin dalle prime righe: «Il calcio non appartiene a nessun individuo». Un’affermazione che rappresenta un attacco diretto alla gestione di Infantino e alla sua idea di concentrare ulteriormente il controllo delle principali competizioni.

Ma la vera novità arriva dall’Inghilterra, dove la stampa riferisce di valutazioni in corso sulla possibilità di organizzare tornei alternativi a quelli della Fifa. Uefa, Confederazione asiatica e Concacaf avrebbero avviato colloqui preliminari per studiare competizioni proprie, capaci di offrire ai giocatori nuove occasioni di confronto e, soprattutto, di ridurre la dipendenza dall’organismo mondiale.

Per ora non esiste un progetto definitivo né un calendario alternativo. Si tratta di prime valutazioni, ancora lontane dalla trasformazione in un piano concreto. Ma il semplice fatto che tre confederazioni stiano discutendo di una simile possibilità dà la misura della profonda frattura apertasi ai vertici del calcio internazionale.

Nella lunga dichiarazione congiunta, Uefa, Afc e Concacaf rivendicano il ruolo collettivo avuto nella crescita del calcio mondiale. L’espansione dei tornei, l’assegnazione dei Mondiali 2030 e 2034 e la distribuzione delle risorse, sostengono, sono stati risultati costruiti insieme da Fifa, confederazioni e federazioni nazionali. «La crescita nell’ultimo decennio è stata reale», si legge nella nota, ma «non è mai stata opera di un solo individuo».

Al centro dello scontro non ci sarebbe soltanto una questione economica. Le tre confederazioni sostengono di aver già chiesto alla Fifa di utilizzare in modo responsabile le ingenti riserve disponibili per aumentare gli investimenti nello sviluppo delle federazioni. Il punto, quindi, sarebbe soprattutto la governance: chi decide, con quali procedure e soprattutto con quale grado di controllo da parte degli organismi che compongono il calcio mondiale.

Durissimo il passaggio dedicato alla proposta di vendere una quota della Coppa del Mondo. Secondo Uefa, Afc e Concacaf, non si sarebbe trattato di un semplice errore procedurale o di un problema di comunicazione, come indicato dalla Fifa, ma di un «profondo errore di giudizio». Le confederazioni chiedono inoltre che la revisione della vicenda sia affidata a una terza parte completamente indipendente, senza alcun ruolo per l’amministrazione o il personale della Fifa.

Nella parte più polemica della nota, l’accusa diventa personale e politica. Le confederazioni criticano una gestione definita poco trasparente, ricordando che a una recente riunione della leadership in Marocco sarebbe stato presente soltanto un dirigente eletto, mentre nessun membro del Consiglio o delle associazioni nazionali sarebbe stato invitato. «Non è il comportamento di un custode del gioco, ma di qualcuno che crede che il gioco debba rispondere a lui», si legge nel documento.

Il messaggio finale è dunque un vero avvertimento a Infantino: il calcio, sostengono Uefa, Afc e Concacaf, deve essere guidato attraverso la condivisione e non attraverso la concentrazione del potere. «La forza del calcio è sempre stata la sua unità», affermano le tre confederazioni, chiedendo che questa unità venga rispettata da una leadership «che serva il calcio e non cerchi di comandarlo». E mentre lo scontro istituzionale si fa sempre più duro, sullo sfondo prende forma uno scenario finora impensabile: quello di competizioni internazionali organizzate al di fuori della Fifa.

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