Vai al contenuto

Sinner, salta fuori la verità sull’infortunio che lo frena: parla l’esperto, lo scenario shock

Pubblicato: 11/08/2026 09:00

“Non sono ancora pronto a competere”. Jannik Sinner rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati e inevitabilmente torna al centro dell’attenzione il problema al ginocchio destro che continua a condizionare il numero uno del mondo. La decisione è arrivata dopo nuovi controlli effettuati a Milano, a pochi giorni dalla partenza prevista per gli Stati Uniti. Nessuna intenzione di correre rischi, soprattutto considerando che il grande obiettivo della seconda parte dell’estate sono gli Us Open. Il fastidio al ginocchio non sarebbe ancora completamente superato dopo il periodo di riposo seguito al trionfo di Wimbledon e da qui è arrivata la scelta di Sinner e del suo staff di concedersi altro tempo per recuperare. Non è stata resa pubblica una diagnosi dettagliata e proprio per questo qualsiasi valutazione sulle condizioni dell’azzurro deve essere effettuata con prudenza.

L’esperto: “Probabile una patologia da sovraccarico”

A spiegare cosa potrebbe esserci generalmente dietro un problema di questo tipo è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Simfer, intervistato da Adnkronos Salute. L’esperto precisa di non poter formulare una diagnosi sul caso specifico di Sinner, non disponendo degli esami e della documentazione clinica del tennista, ma chiarisce cosa accade normalmente quando un atleta manifesta dolore al ginocchio senza che ci sia stato un episodio traumatico preciso. “Quando un tennista accusa un problema al ginocchio senza aver subito un trauma acuto, come sembrerebbe essere il caso di Sinner, probabilmente ci troviamo davanti a una patologia da sovraccarico”, spiega Bernetti. Non necessariamente, quindi, deve esserci una caduta, una torsione evidente o un singolo movimento sbagliato: il problema può svilupparsi progressivamente attraverso una lunga successione di sollecitazioni.

I microtraumi provocati dal tennis moderno

Il tennis professionistico sottopone gli arti inferiori a uno stress particolarmente intenso. Durante una partita un giocatore deve continuamente accelerare, frenare, cambiare direzione, scivolare, saltare e ripartire, spesso eseguendo questi movimenti ad altissima intensità per diverse ore. A ogni cambio di direzione il ginocchio deve sopportare carichi importanti, così come durante le frenate improvvise necessarie per raggiungere una palla o nelle ripartenze esplosive dopo un recupero laterale. Sono movimenti ripetuti centinaia di volte durante una partita e migliaia nell’arco di allenamenti e tornei. Secondo Bernetti, proprio questa successione può provocare microtraumi ripetuti che finiscono per superare la capacità dell’organismo di recuperare tra una sollecitazione e quella successiva.

I numeri permettono di comprendere quanto il fenomeno sia frequente. Gli infortuni agli arti inferiori costituiscono tra il 31% e il 67% di tutti quelli registrati nel tennis, mentre il ginocchio sarebbe coinvolto nel 10-15% dei casi. Il dato più significativo riguarda però l’origine del problema: circa il 60-70% degli infortuni al ginocchio non deriverebbe da un singolo trauma improvviso, ma sarebbe riconducibile a condizioni da sovraccarico, il cosiddetto overuse. In sostanza, il dolore può comparire progressivamente senza che il giocatore riesca a individuare il momento preciso nel quale si è fatto male: è l’accumulo delle sollecitazioni a determinare la comparsa dei sintomi.

Anche il menisco tra le possibili cause

Tra le condizioni che possono interessare un atleta sottoposto a movimenti di questo tipo ci sono anche le lesioni meniscali, che Bernetti indica come responsabili di circa il 10-20% degli infortuni al ginocchio nei giovani sportivi. I menischi svolgono un ruolo fondamentale nella distribuzione dei carichi all’interno dell’articolazione e nel tennis vengono sottoposti continuamente a compressioni e torsioni, soprattutto durante i repentini cambi di direzione. Questo, tuttavia, non significa che Sinner abbia una lesione al menisco: l’esperto descrive le patologie che possono presentarsi generalmente negli atleti, ma sottolinea che senza conoscere gli esami effettuati e la diagnosi formulata dai medici non è possibile stabilire quale sia esattamente il problema del numero uno del mondo.

Anche il trattamento dipende completamente dalla natura e dalla gravità della patologia. Bernetti cita diverse possibilità utilizzate nella medicina riabilitativa, precisando che non esiste una terapia valida indistintamente per tutti i pazienti. Tra le opzioni possono rientrare l’esercizio terapeutico in acqua, specifiche terapie fisiche strumentali e, quando indicato, trattamenti infiltrativi con acido ialuronico, Prp, collagene o ozonoterapia. La scelta, precisa l’esperto, deve essere effettuata sulla base della diagnosi e delle caratteristiche del singolo atleta: tutti i trattamenti “devono essere valutati in maniera personalizzata”.

Sinner non vuole rischiare prima degli Us Open

La rinuncia a Cincinnati appare quindi soprattutto come una scelta di cautela. Il torneo americano avrebbe rappresentato un appuntamento importante nella preparazione verso gli Us Open, ma affrontarlo senza aver recuperato completamente avrebbe potuto esporre Sinner al rischio di aggravare il problema. Il numero uno del mondo e il suo staff hanno preferito concedersi altro tempo: dopo il successo di Wimbledon e il successivo periodo di pausa, il ginocchio destro evidentemente non offre ancora quelle garanzie necessarie per sostenere allenamenti e partite ad altissima intensità.

L’attenzione si sposta adesso sui prossimi giorni e sulla risposta del ginocchio al lavoro programmato dallo staff. L’obiettivo è arrivare agli Us Open nelle migliori condizioni possibili, evitando che un problema da gestire possa trasformarsi in qualcosa di più serio. Per conoscere la reale natura dell’infortunio serviranno eventualmente informazioni più precise da parte del giocatore o del suo staff medico. Al momento il dato certo resta quello comunicato dallo stesso Sinner: non si sente ancora pronto per tornare a competere. Con uno Slam all’orizzonte, ha quindi scelto di non forzare i tempi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure