
È salito sull’Air Force One regolarmente, ma dopo i saluti il presidente americano Donald Trump è sceso dall’aereo dal retro, facendo viaggiare i giornalisti e lo staff presidenziale come inconsapevoli bersagli delle minacce, ritenute credibili dai servizi di intelligence degli Stati Uniti, di Teheran. È avvenuto ad Ankara, dove Trump è salito a bordo dell’aereo presidenziale al termine del vertice Nato di inizio luglio. Come da regola, si è mostrato al pubblico prima della partenza, ma a bordo del velivolo sono rimasti solo staff e giornalisti come inconsapevoli potenziali vittime degli attacchi dell’Iran, le cui minacce sono state ritenute preoccupanti dai servizi segreti.
Il tycoon ha lasciato l’Air Force One nascosto in un container per il catering aeroportuale ed è salito in gran segreto su un aereo militare più piccolo, un C-32A. Il vecchio jet è servito da vera e propria esca e le persone a bordo hanno corso inconsapevolmente il rischio. Una volta atterrato in Gran Bretagna, è scattata la seconda fase del piano: Trump è sceso dal volo segreto ed è salito a bordo del nuovo Boeing 747-8 donato dal Qatar, con il quale ha poi raggiunto Washington.
L’esca nei cieli e i dubbi sulla sicurezza presidenziale
Il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, non ha commentato i dettagli del piano di fuga ma ha difeso il velivolo qatariota definendolo «all’avanguardia» per fronteggiare le minacce contro gli Usa e il suo presidente. Una presa di posizione giunta mentre le indiscrezioni di stampa evidenziavano che l’Iran aveva intenzione di abbattere l’Air Force One proprio nelle ore del vertice Nato in Turchia.
La ricostruzione dettagliata dell’operazione ha inevitabilmente messo in imbarazzo la Casa Bianca, parlando apertamente di possibili falle nella sicurezza dell’aereo presidenziale che dovrebbe invece garantire la totale incolumità di presidenti, staff e giornalisti al seguito. Il piano di evacuazione ha sollevato forti polemiche per l’impiego del personale civile e dei media a bordo del primo aereo nel ruolo di inconsapevoli scudi umani di fronte al pericolo d’attacco. Un intreccio ad altissima tensione diplomatica e militare che continua a far discutere gli osservatori internazionali.


