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“L’ha fatto a quei bambini”, e scoppia il massacro sulla spiaggia italiana. Poi la scoperta atroce

Pubblicato: 17/08/2026 10:39

Un’accusa lanciata in mezzo alla spiaggia, la voce che corre tra gli ombrelloni e in pochi minuti un ventenne finisce accerchiato e preso a calci e pugni. È successo a Ferragosto in uno stabilimento di Ostia, dove il ragazzo, di origine egiziana, è stato aggredito perché sospettato di fotografare bambini in costume. Un vero e proprio linciaggio partito senza chiedere prima una spiegazione o attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. A salvarlo sono stati gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, che hanno subito verificato come le gravi accuse mosse contro di lui fossero completamente false.

Tutto sarebbe cominciato con un grido disperato sulla battigia: qualcuno avrebbe indicato il ragazzo sostenendo con fermezza che stesse scattando foto ai bambini. La voce si è diffusa a macchia d’olio in pochissimi istanti e attorno al ventenne si è formato un minaccioso gruppo di persone. Prima le accuse urlate, poi la violenza cieca. Il giovane è stato rapidamente circondato e colpito a ripetizione con calci e pugni, senza che gli venisse dato nemmeno il tempo di spiegare cosa stesse davvero facendo con il proprio cellulare.

I controlli sul cellulare e le indagini per identificare gli aggressori

A fermare la furia dell’aggressione sono stati gli agenti della polizia locale, intervenuti con prontezza insieme ai responsabili dello stabilimento balneare. Il ragazzo è stato portato via dalla spiaggia e messo al sicuro all’interno di un’auto di servizio, mentre intorno la situazione restava estremamente tesa tra i bagnanti ancora agitati.

Sono quindi subito iniziati i doversi controlli sul telefono che aveva destato tanti sospetti e fatto scattare l’allarme generale. Gli agenti non hanno trovato alcuna fotografia compromettente, né tra le immagini salvate in galleria né nel cestino del dispositivo. Dagli accertamenti è inoltre emerso che, nell’orario indicato da chi lo accusava, il ventenne stava semplicemente facendo una videochiamata su WhatsApp con un conoscente.

Il giovane, incensurato e regolarmente presente in Italia, è stato quindi affidato alle cure dei sanitari del 118. È stato trasportato in codice giallo all’ospedale San Camillo, dove i medici stanno verificando l’entità delle lesioni riportate e l’eventuale presenza di fratture interne. La vicenda, però, è tutt’altro che chiusa. La Polizia Locale sta ora lavorando per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto sulla spiaggia, a partire da chi avrebbe lanciato per primo l’allarsa infondata. L’obiettivo principale degli inquirenti è soprattutto identificare con certezza tutte le persone che hanno partecipato al brutale pestaggio.

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