
Una spirale d’odio cieco e un’intolleranza sempre più aggressiva tornano a proiettare ombre inquietanti sulla vita pubblica e accademica del Paese, trasformando una strada cittadina nel teatro di un assalto brutale. Quando il pregiudizio supera ogni limite e sfocia in una violenza deliberata, la sicurezza di chi opera nel mondo della cultura viene messa a durissimo rischio, riaccendendo un allarme rosso che valica i confini dell’episodio di cronaca. In un clima di crescente preoccupazione, istituzioni e mondo della ricerca si interrogano su come sia stato possibile arrivare a un simile livello di minaccia e chiedono risposte immediate e severe per identificare i responsabili.
Aggredito e insultato, al grido di “ebreo di m…”. Era sotto casa, a Roma, nella zona di piazza Bologna, Benedetto Ligorio, assegnista di ricerca e cultore della materia di Storia moderna dell’università La Sapienza di Roma e titolare di corsi presso lo stesso dipartimento. Stava tornando nella sua abitazione quando due persone lo hanno avvicinato, aggredito verbalmente e fisicamente. C’è stata una colluttazione, Ligorio non ha reagito: “Ebreo di m…”, gli hanno gridato, “non abbiamo paura delle telecamere”.
Le indagini della Digos e la presa di posizione di Anna Foa
Il ricercatore ha sporto denuncia e ora indagano la Digos di Roma diretta da Giovanni De Stavola insieme agli agenti del commissariato di Porta Pia. Ma secondo quanto riporta Anna Foa, storica e saggista italiana, gli aggressori avevano, secondo la vittima «un aspetto fisico da estremisti di destra».
«Evidentemente, fino a quando gli aggressori non saranno individuati, è difficile definirne con certezza l’appartenenza politica, ma molto lascia pensare che ci troviamo di fronte ad un’aggressione antisemita di membri di gruppi nazisti o fascisti», sostiene Foa, che aggiunge: «Benedetto non è ebreo, ma insegna alla Sapienza corsi prevalentemente di storia degli ebrei in Europa. Il che ci porta ad interrogarci sul perché e il come di questa aggressione, su come i due aggressori abbiano potuto identificare, erroneamente, la loro vittima come ebreo. Inevitabilmente, visto che Benedetto non conosceva i suoi aggressori, siamo riportati a immaginare che la ragione fossero i corsi da lui tenuti alla Sapienza».
Ligorio preferisce non intervenire. «Come professore di storia moderna in pensione dell’Università La Sapienza e come docente che ha tenuto per molti anni in questa Università corsi di storia degli ebrei», chiude Foa, «vorrei esprimere pubblicamente la mia solidarietà e il mio sostegno al dottor Ligorio, augurandomi al tempo stesso che le forze dell’ordine possano rintracciare presto i suoi aggressori e chiarirne le motivazioni».


