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Aumentano gli stipendi di settembre: ecco chi avrà più soldi in busta paga

Pubblicato: 21/08/2026 10:20

Da settembre arrivano aumenti in busta paga per circa 200mila dipendenti pubblici. Il rinnovo definitivo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Funzioni centrali 2025-2027 introduce incrementi mensili differenziati in base all’area professionale di appartenenza e prevede anche il pagamento degli arretrati maturati nei mesi precedenti.

Aumenti fino a 221 euro al mese

Il nuovo contratto interessa il personale di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. L’aumento medio complessivo è di circa 162 euro lordi al mese, ma per alcune categorie l’incremento può arrivare a 221 euro.

Nel dettaglio, gli operatori avranno un aumento di 126,60 euro lordi mensili, mentre per gli assistenti l’incremento sarà di 133,20 euro. I funzionari riceveranno 161,80 euro in più al mese, mentre alle elevate professionalità spetterà l’aumento massimo, pari a 221 euro lordi mensili.

Si tratta di importi lordi: la cifra effettivamente percepita in busta paga sarà quindi inferiore dopo l’applicazione delle ritenute fiscali e contributive.

In autunno arrivano anche gli arretrati

Oltre agli aumenti strutturali, il rinnovo prevede il recupero delle somme maturate nel periodo precedente alla firma del contratto.

Secondo le stime, in autunno potrebbero arrivare circa 1.300 euro di arretrati per i funzionari e circa 1.000 euro per assistenti e operatori.

Gli arretrati sono distinti dall’aumento mensile: rappresentano infatti il recupero delle differenze economiche accumulate nei mesi precedenti, mentre l’incremento entrerà stabilmente nella retribuzione.

Chi riceverà gli aumenti

Il rinnovo riguarda circa 200mila lavoratori delle Funzioni centrali dello Stato. Tra i dipendenti coinvolti ci sono quelli dei ministeri dell’Interno, della Giustizia, dell’Economia e delle Finanze e della Cultura.

Sono interessati anche i lavoratori delle agenzie fiscali, tra cui Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Agenzia del Demanio e Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Il contratto comprende inoltre il personale di diversi enti pubblici non economici, tra cui Inps, Inail, Aci e Coni.

Non si tratta dunque di un aumento destinato indistintamente a tutti i dipendenti pubblici, ma riguarda nello specifico il comparto delle Funzioni centrali.

Smart working, ferie e intelligenza artificiale

Il nuovo contratto interviene anche su altri aspetti del rapporto di lavoro. Tra le novità ci sono nuove garanzie sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle decisioni automatizzate che possono incidere sul rapporto di lavoro.

Cambiano inoltre le regole sul lavoro agile e da remoto, con una maggiore attenzione alle esigenze personali e familiari dei dipendenti, comprese quelle legate alla salute, alla genitorialità e all’assistenza di familiari con disabilità grave.

Sono previste anche nuove possibilità nella gestione delle ferie e una maggiore valorizzazione delle competenze professionali attraverso la revisione delle progressioni economiche.

Prevista anche una pausa di 10 minuti

Tra le novità del contratto figura infine una pausa di dieci minuti destinata al recupero psicofisico durante la giornata lavorativa.

Il rinnovo rafforza inoltre la contrattazione integrativa e le risorse destinate ai fondi per il trattamento accessorio.

Per i circa 200mila dipendenti interessati, quindi, settembre porta aumenti strutturali fino a 221 euro lordi al mese, mentre nei mesi successivi è previsto il pagamento degli arretrati, che in alcuni casi potranno arrivare a circa 1.300 euro.

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Ultimo Aggiornamento: 21/08/2026 10:58

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