Vai al contenuto

Allarme sabotaggi russi in Italia, il governo alza la guardia

Pubblicato: 28/08/2026 07:09

Il governo italiano mantiene alta l’attenzione sul rischio di nuove operazioni ostili legate alla guerra ibrida. La minaccia militare russa resta concentrata soprattutto sul fianco orientale della Nato, ma a Roma cresce la preoccupazione per azioni meno evidenti: sabotaggi, cyberattacchi, spionaggio industriale e furti di dati sensibili.

A preoccupare Palazzo Chigi sono anche gli episodi registrati nelle ultime ore in altri Paesi europei. In particolare, l’attacco agli aeroporti britannici con il furto dei dati di quasi 9 milioni di passeggeri, tra i quali anche italiani, viene considerato una dimostrazione della vulnerabilità di infrastrutture strategiche anche in Paesi dotati di sistemi di sicurezza avanzati. Sotto osservazione anche quanto accaduto in Germania, con l’offensiva dei droni contro l’aeroporto di Lipsia.

Attenzione su Leonardo e Fincantieri

L’intelligence italiana mantiene da tempo un livello di guardia elevato e particolare attenzione viene riservata agli attacchi cosiddetti “dimostrativi”. Non soltanto infrastrutture fisiche e tecnologiche, dunque, ma anche aziende considerate strategiche per la sicurezza nazionale, a partire da Leonardo e Fincantieri.

Tra gli scenari valutati ci sono operazioni di spionaggio industriale, sottrazione di informazioni militari e sabotaggi. Il dossier sarebbe stato affrontato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro della Difesa Guido Crosetto prima dell’ultimo Consiglio dei ministri.

Sul versante militare, intanto, l’Italia resta direttamente impegnata nelle operazioni Nato sul fianco orientale. Caccia italiani partecipano alle attività di pattugliamento dalla Lituania, mentre contingenti militari sono presenti in Bulgaria, Ungheria e Lettonia.

Il rischio di sabotaggi sul territorio italiano

Per l’Italia la minaccia principale potrebbe però assumere forme più difficili da individuare rispetto agli scenari affrontati dai Paesi baltici. L’attenzione degli apparati di sicurezza è concentrata soprattutto sulla possibilità di sabotaggi all’interno del territorio nazionale.

Tra gli episodi finiti sotto osservazione c’è anche l’esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro. La matrice non è stata accertata, ma tra le ipotesi investigative viene valutata anche quella di un possibile collegamento con interessi russi.

Sul fronte digitale è impegnata anche l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, con una struttura dedicata al monitoraggio delle possibili operazioni ostili provenienti dalla Russia e dai Paesi che sostengono Mosca. Tra gli obiettivi considerati più esposti figurano la pubblica amministrazione, le infrastrutture strategiche e le aziende del comparto della difesa.

Gli apparati italiani osservano inoltre la possibilità che soggetti appartenenti ad ambienti antagonisti possano essere utilizzati, anche inconsapevolmente, nell’ambito di operazioni riconducibili a interessi russi. Nel quadro dei possibili bersagli rientrano ancora Leonardo, Fincantieri e le aziende della componentistica militare ad alta tecnologia.

Il fronte più delicato resta quello orientale dell’Europa, ma per il governo il rischio è che le conseguenze della guerra e delle operazioni ibride possano progressivamente estendersi al resto del continente, coinvolgendo sempre più direttamente anche l’Italia.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure