
Enzo Iacchetti non nasconde l’amarezza per il destino di Striscia La Notizia. Lo storico conduttore del tg satirico di Antonio Ricci, volto amatissimo della televisione italiana accanto a Ezio Greggio, ha parlato apertamente dello stop del programma dall’access prime time Mediaset, affidando a un incontro pubblico parole dure e molto personali.
Attore, comico e presentatore, Iacchetti ha costruito in decenni di carriera un rapporto diretto con il pubblico, alternando l’ironia a interventi più schietti e riflessivi. Negli ultimi anni ha continuato a lavorare non solo in tv, ma anche a teatro e negli appuntamenti dal vivo, dove il confronto con gli spettatori lascia spazio a considerazioni più profonde.
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Le parole di Enzo Iacchetti sul futuro di Striscia
Il tema è emerso durante la partecipazione di Iacchetti alla rassegna Dedalo, nel corso di un’intervista con il giornalista Luca Sommi. Il discorso si è concentrato su Striscia La Notizia, trasmissione che per anni ha rappresentato uno dei pilastri dell’offerta Mediaset e alla quale il conduttore è legato da una parte fondamentale della propria storia professionale.
Il giudizio di Iacchetti sul futuro del programma è stato netto: “Striscia è morta, l’hanno uccisa, come l’Uomo Ragno…”. Per il conduttore, tuttavia, il format avrebbe potuto proseguire trovando una strada diversa e rinnovando alcuni aspetti della sua identità: “Avrebbe dovuto vivere fino all’ultimo spettatore…Bastava cambiargli connotazione…”.

Le sue parole raccontano anche la trasformazione della televisione commerciale, sempre più condizionata dalla sfida quotidiana degli ascolti. Un meccanismo che, secondo il presentatore, avrebbe inciso in modo decisivo sull’uscita di Striscia dall’access prime time.
Al centro della ricostruzione c’è il successo de La Ruota della Fortuna, guidata da Gerry Scotti. Iacchetti ha spiegato: “Siccome nella Tv commerciale si fanno sempre i conti, hanno fatto l’esperimento Gerry Scotti che con la Ruota è riuscito a battere i pacchi…Noi siamo rimasti sui nostri 2 milioni mentre lui ne faceva 5…”.

Iacchetti: “Striscia? L’hanno uccisa. Ci hanno messo in situazioni di difficoltà. Ci hanno dato queste cinque puntate. Sembrava un esperimento, ma quando io e Greggio ci siamo guardati abbiamo visto che l’ospite era Albano”.
— Massimo Falcioni (@falcions85) August 27, 2026
E Scotti, Cuccarini, De Filippi, Del Piero cos’erano? pic.twitter.com/ml0ThKabAQ
Ascolti tv e pubblicità, la logica di Mediaset
Di fronte a numeri tanto diversi, la scelta aziendale sarebbe diventata inevitabile. “Qual è la logica commerciale? Togli quello che fa 2 milioni e metti quello che ne fa 5…”, ha osservato Iacchetti, riassumendo quella che considera la regola dominante nella programmazione della tv privata.
Il conduttore ha poi collegato gli ascolti tv al peso della raccolta pubblicitaria e alla sostenibilità stessa delle trasmissioni. “Più milioni fai, più arrivano sponsor, più gente guadagna, più c’è introito, più l’Azienda va avanti…”, ha spiegato, descrivendo una dinamica che avrebbe finito per penalizzare anche un programma rimasto per decenni un riferimento per il pubblico Mediaset.
Resta però un dato che Iacchetti ha voluto sottolineare con forza: i circa due milioni di spettatori dell’ultima fase non erano affatto irrilevanti. “Noi purtroppo ultimamente facevamo 2 milioni…Se li conti sono 20 volte lo stadio Maracanà…Sono tanti…”.
È qui che emerge tutta la delusione di Enzo Iacchetti per Striscia La Notizia. Non solo la nostalgia per una trasmissione che ha segnato la sua carriera, ma anche la riflessione su una tv nella quale cinque milioni di spettatori possono assicurare il futuro di un format, mentre due milioni, pur rappresentando un pubblico enorme, rischiano di non bastare più.


