
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 ha colpito l’Albania nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto. Il sisma è stato registrato alle 00:35, con epicentro localizzato nella parte meridionale del Paese, a circa 13 chilometri a est-nordest di Himarë, località affacciata sulla costa ionica.
L’evento sismico si è verificato a una profondità di circa 9 chilometri. Proprio l’ipocentro relativamente superficiale ha favorito una chiara percezione del terremoto in superficie. Al momento, tuttavia, non risultano danni a persone o cose.
L’epicentro vicino a Himarë
La zona interessata dal terremoto si trova nel settore sud-occidentale dell’Albania, lungo la costa del Mar Ionio. Si tratta di un’area caratterizzata da una significativa attività sismica e attraversata da diverse faglie attive.
La scossa di questa notte si inserisce quindi in un contesto geologico già noto per la sua sismicità. La regione è stata interessata nel corso dei secoli anche da terremoti di forte intensità e potenzialmente distruttivi.
Himarë si trova infatti all’interno di un settore particolarmente complesso dal punto di vista geologico, dove agiscono gli effetti della convergenza tra la microplacca Adriatica, conosciuta anche come Adria, e le strutture della regione albanico-ellenica appartenenti al più vasto sistema eurasiatico.
Perché l’Albania meridionale è una zona sismica
Il movimento delle placche avviene a velocità estremamente ridotte, praticamente impercettibili su scala umana, ma è continuo nel corso del tempo geologico. Le rocce sottoposte a queste forze accumulano progressivamente deformazioni ed energia.
Quando la resistenza lungo una faglia viene superata, i blocchi rocciosi possono muoversi improvvisamente, liberando parte dell’energia accumulata sotto forma di onde sismiche. È il meccanismo alla base dei terremoti che interessano periodicamente questa parte dei Balcani.
Particolarmente importante è la fascia costiera compresa tra Valona e Konispol, nella quale ricade anche Himarë. Il territorio è attraversato dalla cosiddetta zona di sovrascorrimento ionica, un sistema di strutture tettoniche che si sviluppa per oltre cento chilometri.
Una zona già colpita da forti terremoti
Le faglie presenti in questa fascia sono prevalentemente orientate da nord-ovest verso sud-est e risentono di un regime soprattutto compressivo. In sostanza, le masse rocciose vengono spinte progressivamente le une contro le altre e, in alcuni punti, tendono a sovrapporsi.
La storia sismica dell’area testimonia questa attività. Studi dedicati alla zona ionica hanno preso in esame 166 terremoti con magnitudo pari o superiore a 4.5 verificatisi tra l’anno 358 e il 2024, evidenziando come il settore sia in grado di generare anche eventi di forte intensità.
La scossa di magnitudo 4.6 registrata nella notte non avrebbe comunque provocato conseguenze significative: nelle ore immediatamente successive al terremoto non sono state segnalate vittime né danni materiali.


