
Aveva 22 anni e un progetto che guardava al futuro: costruirsi una vita nuova, trovare un lavoro stabile e diventare indipendente. Maria Spinelli, la giovane italiana uccisa durante la sparatoria avvenuta al rave party di Aarau, in Svizzera, si era trasferita oltreconfine proprio con il desiderio di lasciarsi alle spalle le difficoltà vissute in passato.
Originaria di Atri, in Abruzzo, la ragazza cercava una nuova opportunità e un percorso capace di offrirle maggiore stabilità. La sua vita si è però interrotta nella notte della sparatoria avvenuta all’ippodromo di Schachen, nel Canton Argovia.
Il desiderio di una nuova vita
A raccontare alcuni aspetti della sua storia è stato un vicino di casa che aveva conosciuto Maria dopo il suo trasferimento in Svizzera. I due vivevano nello stesso palazzo da meno di un anno e, con il passare del tempo, tra loro era nato un rapporto di amicizia.
«Era una ragazza semplice, con una storia difficile alle spalle, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso», ha raccontato. Il vicino la descrive come una persona tranquilla, dolce e affettuosa, con una forte voglia di vivere.
Maria aveva conosciuto fin da giovane situazioni complicate. Era cresciuta con i genitori separati e aveva attraversato periodi segnati da difficoltà economiche e sacrifici. Parlava apertamente delle proprie origini rom e delle esperienze che avevano caratterizzato il suo passato.
«Sapeva quello che aveva vissuto e voleva soltanto avere la possibilità di cambiare», ha spiegato il vicino.
Lavori saltuari e la ricerca della stabilità
Per Maria la Svizzera rappresentava la possibilità di ripartire. Cercava un’occupazione che potesse garantirle indipendenza e un futuro più stabile, accettando nel frattempo i lavori che riusciva a trovare.
Svolgeva giornate lavorative saltuarie e, quando possibile, aiutava anche nel food truck di una famiglia con cui aveva stretto un forte legame di amicizia.
«Era bravissima a cucinare», ha ricordato il vicino. «Era una ragazza umile, non si tirava indietro davanti al lavoro e si dava da fare per andare avanti».
Con quella famiglia, il rapporto era diventato sempre più stretto. In alcune occasioni, ha raccontato il vicino, cercavano di sostenerla nelle difficoltà quotidiane, facendo la spesa per lei o semplicemente trascorrendo del tempo insieme.
L’affetto per i bambini e la passione per la musica
Nel ricordo di chi l’ha conosciuta emerge anche il suo carattere affettuoso. Maria era particolarmente legata ai bambini della famiglia vicina e trascorreva spesso del tempo con loro.
Le piaceva giocare con i più piccoli e, anche quando aveva poche disponibilità economiche, cercava talvolta di fare loro dei piccoli regali. Un gesto che, secondo il vicino, raccontava la sua attenzione verso gli altri anche nei momenti in cui lei stessa attraversava delle difficoltà.
Tra le sue passioni c’era anche la musica. Amava in particolare la techno e le feste, occasioni che viveva come momenti di svago e condivisione con gli amici.
«Sognava una casa e una famiglia»
Dietro la voglia di divertirsi e di vivere momenti di spensieratezza, restava però il desiderio di costruire qualcosa di stabile. Maria, secondo il racconto del vicino, sognava un lavoro sicuro, una casa e una famiglia.
Nonostante la giovane età, appariva già consapevole delle difficoltà della vita e determinata a cercare una strada diversa per il proprio futuro.
«La ricordo per il suo sorriso, per la sua dolcezza e per il modo in cui cercava sempre di andare avanti», ha concluso il vicino. Maria Spinelli era arrivata in Svizzera con l’obiettivo di ricominciare e costruirsi una vita diversa. Un progetto che la tragedia di Aarau ha spezzato improvvisamente.


