Vai al contenuto

“Mamma ti devo dire che…”. Sparatoria in Svizzera, l’ultima atroce telefonata di Maria Spinelli alla mamma

Pubblicato: 31/08/2026 22:29

Aveva raccontato alla madre di sentirsi finalmente felice, di aver incontrato persone speciali e di essere «rinata». Poche ore dopo, Maria Spinelli, 22 anni, è rimasta uccisa nella sparatoria avvenuta durante un rave party ad Aarau, in Svizzera.

La ragazza, di origini abruzzesi, aveva lasciato l’Italia alcuni mesi fa con il desiderio di trovare la propria strada e costruirsi un futuro nel mondo della ristorazione. Una vita nuova che Maria aveva raccontato con entusiasmo alla madre in una delle sue ultime telefonate.

«Ora posso dire che sono viva»

Nel colloquio riportato dal Tg1, la giovane aveva parlato delle persone incontrate e delle esperienze vissute negli ultimi tempi.

«Ho conosciuto persone bravissime», aveva raccontato alla madre, spiegando di volerle presto raccontare tante cose. «Mi sono successe tante cose belle, sto conoscendo persone belle, bellissime a livello proprio interiore».

Poi le parole che oggi assumono un significato ancora più doloroso: «Hanno un’energia pazzesca. Ora posso dire che io sto viva, io sono rinata, è come se ora sono nata io».

Maria aveva anche promesso alla madre una videochiamata per raccontarle tutto quello che le stava accadendo.

L’ultimo messaggio prima della festa

Poche ore prima della tragedia, la 22enne aveva inviato alla madre anche un messaggio WhatsApp per avvisarla dei suoi programmi: «Sto andando a un rave con gli amici».

Quella festa sarebbe però terminata nel sangue. La sparatoria è avvenuta nella notte tra sabato e domenica, poco dopo le 2.30, nell’area dell’ippodromo di Schachen, sulle rive dell’Aare, ad Aarau, nel cantone di Argovia.

L’evento aveva richiamato circa 3mila persone e si era appena concluso quando numerosi colpi d’arma da fuoco hanno provocato il panico tra i partecipanti che si stavano dirigendo verso l’uscita.

«Ho cercato di salvarla»

Un ragazzo presente alla festa ha raccontato al Tg1 i drammatici momenti successivi all’inizio della sparatoria.

«Quando è iniziata ero nel backstage della tribuna, vicino alla postazione del DJ», ha spiegato. «Mi sono nascosto insieme ad amici e ad altre persone. Ci siamo messi al riparo».

Il giovane ha raccontato di aver tentato di soccorrere Maria Spinelli. «Le ho fatto il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, tuttavia senza successo».

Secondo la sua testimonianza, inizialmente sarebbero stati esplosi quattro colpi nelle vicinanze, seguiti da molti altri spari. «Non so dire quanti, erano tra i 15 e i 30 colpi», ha raccontato, descrivendo scene di panico, urla e persone ferite.

Spari dall’esterno e la fuga nel panico

Il testimone ha riferito che le persone presenti hanno cercato di ripararsi in ogni modo, nascondendosi dietro mobili e frigoriferi.

«Purtroppo non siamo riusciti a vedere gli attentatori», ha dichiarato. Secondo il suo racconto, gli spari sarebbero arrivati dall’esterno dell’area mentre i partecipanti cercavano un riparo.

Dopo aver tentato di aiutare Maria, il giovane avrebbe cercato di calmare le altre persone e di aiutarle a mettersi in salvo.

Arrestato un uomo di 43 anni

Nel frattempo, la polizia cantonale argoviese ha annunciato l’arresto di un cittadino svizzero di 43 anni, sospettato di essere l’autore della sparatoria.

Al momento, gli investigatori ritengono che l’uomo possa aver agito da solo, ma il movente e l’esatta dinamica della vicenda devono ancora essere chiariti. Le indagini restano in corso e ulteriori dettagli non dovrebbero essere forniti prima di mercoledì.

Nella sparatoria sono rimasti feriti anche due italiani, Fabrizio Grande e Lorenzo Lombardo, che sarebbero già rientrati a casa.

Le indagini sulle armi e sul movente

Nelle prime ore successive alla strage erano state prese in considerazione diverse ipotesi, dall’attentato terroristico a un gesto di follia omicida fino alla possibilità di un regolamento di conti.

Secondo quanto riferito, i colpi sarebbero stati esplosi in due punti diversi dell’ippodromo e sul posto sarebbero state trovate munizioni riconducibili a due armi di calibro differente. La polizia ha inoltre riferito dell’utilizzo di una pistola e di un fucile d’assalto.

Gli investigatori dovranno ora chiarire il movente, l’esatta sequenza degli spari e le responsabilità dell’uomo arrestato.

Il sogno di Maria spezzato in una notte

Maria Spinelli sarebbe morta sul posto. Per la famiglia restano ora il dolore e le attese legate agli accertamenti delle autorità svizzere.

Secondo quanto riferito dal legale dei familiari, le indagini sarebbero ancora secretate e l’esame autoptico non sarebbe stato ancora autorizzato. Solo dopo gli accertamenti sarà possibile procedere al riconoscimento.

Resta soprattutto il ricordo delle parole pronunciate dalla 22enne alla madre poco prima della tragedia: il racconto di una ragazza che sentiva di aver ritrovato se stessa, felice per le persone incontrate e per una vita che, come aveva detto lei stessa, le sembrava finalmente una rinascita.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure