Vai al contenuto

Malore Di Battista, Bassetti spiega cos’è successo: “Con questo sintomo dovete assolutamente…”

Pubblicato: 01/09/2026 09:49

Prima le condizioni di Alessandro Di Battista, poi una riflessione più ampia sulla sanità e sulle difficoltà che sta attraversando Cuba. È questo il percorso seguito da Matteo Bassetti in un intervento pubblicato nelle ore successive al malore che ha colpito l’ex parlamentare. Un messaggio nel quale l’infettivologo sceglie innanzitutto di mettere da parte ogni considerazione politica e di concentrarsi sull’aspetto umano e sanitario della vicenda.

«In queste ore penso ad Alessandro Di Battista e, prima ancora di ogni considerazione politica, gli auguro sinceramente di rimettersi», scrive Bassetti. Il riferimento è a quanto sarebbe accaduto nelle ore precedenti: secondo le informazioni richiamate nel suo intervento, tutto sarebbe iniziato con un fortissimo mal di testa, seguito da un grave malore e dalla perdita di conoscenza.

Tra le ipotesi indicate c’è quella di un ictus, ma, sottolinea Bassetti, al momento non risulta una diagnosi definitiva resa pubblica. Proprio per questo l’infettivologo evita di formulare valutazioni sul caso specifico: «Non sono un neurologo e non mi permetto quindi di fare diagnosi».
Leggi anche: “Ecco perché non dovete aiutarlo”. Di Battista, attacco shock del famosissimo

L’importanza di riconoscere i sintomi

È da questa premessa che Bassetti sposta l’attenzione su un tema generale: cosa fare davanti a sintomi che possono indicare un ictus.

«Di fronte ai sintomi di un possibile ictus, il tempo è fondamentale», sottolinea. Il messaggio è rivolto soprattutto alla necessità di non sottovalutare segnali improvvisi e di intervenire rapidamente, chiamando i soccorsi e raggiungendo il prima possibile una struttura sanitaria adeguata.

Nel suo intervento vengono indicati diversi possibili campanelli d’allarme: un forte mal di testa improvviso, la perdita di coscienza, difficoltà nel parlare, alterazioni della forza o della sensibilità, problemi alla vista e disturbi dell’equilibrio.

L’obiettivo di Bassetti non è collegare automaticamente questi sintomi alla vicenda di Di Battista, né formulare una diagnosi a distanza. La riflessione parte invece dal caso dell’ex esponente politico per richiamare l’attenzione sull’importanza della tempestività quando si presenta un quadro che potrebbe essere compatibile con un’emergenza neurologica.

La sanità cubana tra passato e crisi

La vicenda porta poi Bassetti a parlare di Cuba, Paese nel quale si trova Di Battista e la cui situazione sanitaria viene analizzata dall’infettivologo all’interno dello stesso intervento.

Bassetti ricorda come, per diversi decenni, la sanità cubana abbia rappresentato un caso di interesse internazionale nonostante le difficoltà economiche dell’isola. Nel suo ragionamento cita la presenza di una rete capillare di medicina territoriale, l’elevato numero di medici e una tradizione considerata significativa nei settori della prevenzione, della formazione e della ricerca biomedica.

Secondo Bassetti, però, il quadro attuale sarebbe profondamente diverso. Il sistema sanitario cubano attraverserebbe una fase di grave difficoltà, caratterizzata dalla carenza di farmaci, materiali sanitari, anestetici, ossigeno e risorse energetiche. Una situazione che, secondo la riflessione proposta, avrebbe conseguenze sulla capacità degli ospedali di garantire interventi tempestivi e cure complesse.

L’infettivologo richiama anche il ruolo delle sanzioni e dell’embargo statunitense, sostenendo che abbiano contribuito a rendere più fragile l’approvvigionamento cubano, con difficoltà nell’accesso a medicinali, tecnologie, componenti e finanziamenti internazionali.

Allo stesso tempo, Bassetti evita di attribuire ogni responsabilità alle sole sanzioni. «Questo non significa negare le responsabilità del governo cubano e delle sue scelte economiche e politiche», precisa, invitando a considerare la situazione nella sua complessità.

Vaccini e prevenzione, l’altra faccia di Cuba

Nel ragionamento di Bassetti c’è anche un riconoscimento dei risultati raggiunti storicamente dall’isola nel campo della prevenzione sanitaria.

L’esempio scelto è quello delle vaccinazioni pediatriche. Cuba ha sviluppato capacità scientifiche e produttive proprie nel settore dei vaccini e, secondo quanto ricorda Bassetti, ha raggiunto livelli di copertura molto elevati. Durante la pandemia, l’isola arrivò inoltre a vaccinare i bambini a partire dai due anni utilizzando vaccini sviluppati sul territorio nazionale.

È proprio questo contrasto a rappresentare il punto centrale della riflessione: da una parte un sistema sanitario oggi descritto come sottoposto a una crisi profonda, dall’altra un patrimonio costruito negli anni nei settori della prevenzione, delle vaccinazioni e dell’organizzazione della sanità pubblica.

Bassetti invita quindi a evitare letture assolute e contrapposizioni ideologiche. «Si può criticare il governo cubano senza negare i risultati storici della sanità cubana», scrive. E ancora: «Si può denunciare l’embargo americano senza trasformare Cuba in un modello perfetto».

Il ragionamento si chiude tornando alla persona da cui tutto era partito. Al di là della politica, delle valutazioni sulla sanità cubana e del confronto ideologico sull’isola, per Bassetti resta una priorità: le condizioni di Alessandro Di Battista.

«E soprattutto, in questo momento, si può parlare di tutto questo senza dimenticare la cosa più importante: Alessandro, forza. Speriamo davvero che tu possa tornare presto».

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure