
La vicenda di Report entra in una nuova fase, con lo scontro che si sposta sempre più all’interno della stessa redazione. Come riporta il Corriere della Sera, al centro delle tensioni ci sono le scelte della Rai per la nuova conduzione del programma e, soprattutto, i rapporti tra Sigfrido Ranucci, la sua ex collaboratrice Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati come nuovi volti della trasmissione.
Ranucci ha rivolto pubblicamente pesanti contestazioni a Presutti, mettendo in discussione alcuni suoi rapporti con Valter Lavitola, figura già al centro delle vicende giudiziarie richiamate nel suo intervento. Il conduttore sostiene che la giornalista avrebbe frequentato il bistrot di Lavitola, Cefalù, in più occasioni e collega questa circostanza a presunti progetti sui quali afferma di non avere informazioni.
A sostegno della propria ricostruzione, Ranucci ha aggiunto un riferimento alle conversazioni presenti sul telefono di Lavitola: «il fatto è verificabile anche attraverso le chat sequestrate sul telefono di Lavitola». Un’affermazione che apre interrogativi sulla fonte delle informazioni e sulla documentazione alla quale il giornalista avrebbe avuto accesso.
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Ranucci contro la sua ex pupilla
La posizione di Giulia Presutti è uno dei punti più delicati della disputa. La giornalista, scelta dalla Rai come nuova co-conduttrice di Report insieme a Piervincenzi, è stata infatti una delle collaboratrici di Ranucci.
Il conduttore ha contestato anche il comportamento della sua ex pupilla durante la fase che ha preceduto la nuova organizzazione del programma. «Mi scriveva che voleva fare uscire comunicati stampa in mia difesa e intanto trattava con la Rai per prendere il mio posto: incredibile!», ha dichiarato Ranucci.
Alla giornalista sono state rivolte domande sulle circostanze sollevate dal suo ex responsabile, ma Presutti ha scelto di non fornire spiegazioni sulle insinuazioni che la riguardano. Nel frattempo, il suo profilo Instagram è stato reso visibile soltanto ai follower.
La situazione nei rapporti con la redazione di Report appare altrettanto complicata. Secondo la ricostruzione riportata nel testo, Presutti non avrebbe più rapporti con il resto della squadra, mentre la redazione continua a contestare le modalità con cui la Rai ha deciso di riorganizzare il programma.
Ranucci ha inoltre sintetizzato il proprio giudizio sulle due nuove scelte parlando di «scelta mediocre».

Nel mirino anche Daniele Piervincenzi
L’altro nome finito al centro delle critiche è quello di Daniele Piervincenzi. Ranucci ha ricordato la precedente esperienza del giornalista alla guida di Popolo sovrano, programma chiuso nel 2019 dopo una stagione caratterizzata da ascolti insufficienti.
Piervincenzi, che si definisce di «sinistra», ha invece rivendicato il proprio rapporto professionale con Ranucci. Ha ricordato, in particolare, un’inchiesta sulla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio, realizzata nell’Est del Congo e destinata, secondo il suo racconto, alla nuova edizione di Report.
«Sigfrido mi comprò un’inchiesta sulla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio, nell’Est del Congo, dove per poco non mi facevano la pelle: l’inchiesta gli piacque così tanto da chiedermi di farla durare 40 minuti e non più 20. Sarebbe dovuta andare in onda nella prossima edizione. Ora sono un brocco?».
Piervincenzi ha inoltre spiegato di conoscere Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, attraverso il mondo del rugby, negando però che tale conoscenza abbia avuto un ruolo nella sua scelta per la nuova squadra di Report.
Nel frattempo, anche il suo percorso professionale precedente è stato messo sotto esame. Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, nel 2025 Piervincenzi avrebbe ottenuto dal Cnel, allora presieduto da Renato Brunetta, due affidamenti per complessivi 47mila euro attraverso la società Outcast srls, nell’ambito di un progetto rivolto agli studenti delle periferie.
Il giornalista ha precisato che all’epoca «non era ancora diventato un dipendente Rai» e ha aggiunto che, una volta firmato il contratto, «uscirò dall’azienda».

La redazione di Report prepara il confronto
Sul fronte interno, la tensione resta alta. Gli inviati storici di Report avrebbero reagito con forte irritazione alle ultime vicende, mentre all’interno di Fratelli d’Italia sono arrivate critiche particolarmente dure sulla redazione del programma. Tra i commenti riportati figura quello secondo cui «La redazione di Report sembra il centro sociale Leoncavallo di Milano».
Il nodo principale resta però il futuro della trasmissione e il rapporto tra la redazione e i vertici della Rai. I giornalisti contestano quella che definiscono una difesa dell’indipendenza del prodotto e denunciano «l’arroganza dei vertici Rai».
La vicenda coinvolge anche Bernardo Iovine e Giulio Valesini, indicati come coautori e successivamente dimissionari dopo la nomina di Presutti e Piervincenzi. È previsto un confronto con Corsini, mentre successivamente la redazione dovrebbe riunirsi per valutare i prossimi passi.
Lo scontro, dunque, non riguarda più soltanto la scelta dei nuovi conduttori. Il caso Report coinvolge ormai gli equilibri della redazione, i rapporti personali e professionali maturati negli anni e il confronto con la dirigenza Rai.
La prospettiva evocata nel testo è quella di una possibile rottura. I giornalisti potrebbero decidere di abbandonare la Rai e dare vita a un nuovo progetto editoriale, in una sorta di passaggio simbolico dal teatro Goldoni, identificato con la Rai, al teatro San Marco, indicato come possibile sede di una nuova esperienza ancora da definire.
Per ora, però, il futuro resta aperto. E dentro Report lo scontro tra Ranucci, la nuova conduzione e la redazione sembra destinato a proseguire.


