
Ci sono storie che sembrano chiudersi dopo un episodio violento e che invece, pochi giorni dopo, riaprono interrogativi ancora più pesanti. È quello che accade quando una persona già finita al centro di una vicenda drammatica viene trovata senza vita e ogni certezza lascia spazio a nuove domande. Le circostanze della morte diventano così il punto di partenza di un’altra indagine.
Nelle prime ore dopo il ritrovamento, gli elementi disponibili sono pochi e devono essere analizzati con cautela. Un corpo, alcune tracce e una storia recente che gli investigatori non possono ignorare: ricostruire le ultime ore di vita della vittima sarà fondamentale per capire se si sia trattato di una morte naturale o se dietro il decesso possa esserci una vicenda diversa.
Il 24enne originario del Salvador è stato trovato morto nella mattinata di mercoledì all’interno di un edificio abbandonato in via Madonna degli Angeli, a Vigevano, nella zona vicina alla stazione ferroviaria. A fare la scoperta, intorno alle 8, è stato un altro uomo che vive negli edifici dismessi della zona. Quando gli agenti del commissariato sono arrivati, hanno identificato la vittima: era lo stesso giovane che circa dieci giorni prima era stato coinvolto in una violenta aggressione omofoba.
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Dieci giorni fa era stato gettato nel Naviglio
La precedente vicenda si era verificata nei pressi del ponte della Giacchetta. Secondo quanto ricostruito, il giovane era stato avvicinato da due uomini che lo avrebbero insultato prima di gettarlo nel Naviglio.
Il 24enne era riuscito a uscire dall’acqua con difficoltà. Sul posto erano intervenuti i soccorritori del 118, che lo avevano accompagnato in ospedale per le cure necessarie.
Dopo quell’episodio, tuttavia, il giovane aveva scelto di non presentare denuncia. I due uomini coinvolti erano stati comunque identificati e denunciati dai carabinieri.
Il 24enne si trovava a Vigevano soltanto da pochi mesi. In precedenza era stato ospitato da un amico in corso Genova, mentre negli ultimi giorni aveva trovato rifugio proprio negli edifici abbandonati nei pressi della stazione ferroviaria.

Il corpo trovato durante la mattina
Il ritrovamento è avvenuto in un edificio abbandonato di via Madonna degli Angeli. Il corpo del giovane si trovava sul pavimento, in posizione prona.
Sul volto era presente del sangue, un elemento che gli investigatori dovranno valutare con particolare attenzione. Al momento non è possibile stabilire se la ferita possa essere stata provocata da una caduta oppure se sia riconducibile all’eventuale utilizzo di un corpo contundente.
Il decesso potrebbe risalire alla notte precedente, ma anche questo aspetto dovrà essere precisato dagli accertamenti medico-legali. L’uomo che ha trovato il corpo è stato accompagnato in commissariato per essere ascoltato dagli investigatori e fornire gli elementi utili a ricostruire il momento della scoperta.
Le ipotesi sulla morte
La morte del giovane resta al momento un giallo. Gli investigatori devono ancora stabilire che cosa sia accaduto nell’edificio e quale sia stata la causa del decesso.
Tra le ipotesi considerate c’è quella di un malore, eventualmente collegato all’utilizzo di sostanze stupefacenti. Non viene però escluso neppure uno scenario diverso, come un litigio degenerato e terminato tragicamente.
Sono ipotesi ancora da verificare e nessuna di queste può essere considerata al momento definitiva. La presenza del sangue sul volto rappresenta uno degli elementi che dovranno essere chiariti per comprendere la natura delle lesioni e ricostruire le ultime ore di vita del 24enne.
Anche la precedente aggressione dovrà essere considerata nel quadro degli accertamenti, senza però stabilire automaticamente un collegamento tra i due episodi. Al momento non ci sono elementi sufficienti per affermare che la morte sia legata all’aggressione avvenuta dieci giorni prima.

L’autopsia decisiva per chiarire il decesso
Sarà soprattutto l’autopsia, che verrà eseguita all’istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, a poter fornire indicazioni decisive sulle cause della morte.
L’esame dovrà chiarire l’origine delle lesioni e del sangue presente sul volto, oltre a verificare gli elementi necessari per stabilire se il decesso possa essere riconducibile a un malore o ad altre cause.
Nel frattempo gli investigatori del commissariato di Vigevano proseguono gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Particolare attenzione sarà dedicata alle ultime ore di vita del giovane, ai suoi spostamenti e alle circostanze nelle quali si è trovato nell’edificio abbandonato.
Il ritrovamento del corpo riporta così alla luce una vicenda già segnata dalla violenza. Dieci giorni prima il 24enne era stato gettato nel Naviglio durante un’aggressione omofoba; ora è stato trovato morto a poca distanza dalla stazione ferroviaria.
Resta ancora da capire se esista un legame tra i due episodi oppure se si tratti di vicende separate. La risposta arriverà dagli accertamenti investigativi e, soprattutto, dagli esami medico-legali. Per ora, sulla morte del giovane, restano aperte diverse ipotesi e nessuna conclusione definitiva.


