
Il botta e risposta tra Carlo Calenda e Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House Ambrosetti, accende i riflettori su una delle questioni più dibattute nel panorama politico e mediatico contemporaneo: il confine tra il dibattito democratico e la legittimazione di posizioni radicali. Al centro della polemica c’è la partecipazione del generale Roberto Vannacci, europarlamentare e figura di spicco di Futuro Nazionale, alla cinquantaduesima edizione del rinomato Forum di Cernobbio. La presenza di un personaggio controverso all’interno di un appuntamento tradizionalmente riservato alle élite economiche e istituzionali ha provocato una spaccatura immediata, sollevando interrogativi sul ruolo delle grandi piattaforme di discussione nell’era del populismo.
La contestazione di Carlo Calenda
La scintilla è scoccata a seguito della pubblicazione del programma ufficiale dell’evento, che prevede per sabato 5 settembre un dibattito incentrato sul futuro dell’Europa, intitolato Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano. In questo spazio, il generale Roberto Vannacci è chiamato a confrontarsi con figure di rilievo internazionale come l’ex premier Mario Monti e il politico francese Jordan Bardella, all’interno di un panel moderato dalla giornalista Francine Lacqua. La notizia ha suscitato l’immediata e dura reazione del segretario di Azione, Carlo Calenda, che ha affidato ai social network la sua ferma condanna dell’iniziativa. Attraverso un post sul proprio profilo X, il leader politico ha espresso profonda indignazione per quello che definisce un trattamento preferenziale riservato a un esponente populista. Secondo la ricostruzione di Calenda, l’organizzazione avrebbe garantito a Vannacci una vetrina privilegiata evitandogli il confronto diretto con le altre forze di opposizione. Nel suo affondo, Calenda accusa il Forum di essersi piegato alla logica del lobbismo italico, genuflettendosi di fronte a una figura da lui descritta con toni estremamente critici. Per queste ragioni, il fondatore di Azione ha annunciato la sua totale diserzione dall’evento, rivolgendo un appello formale a imprenditori e rappresentanti delle istituzioni affinché valutino con attenzione l’opportunità di presenziare a un appuntamento che, a suo avviso, valica i limiti del rispetto democratico.
La replica dei vertici di Ambrosetti
La risposta della governance del Forum non si è fatta attendere, concretizzandosi in una lettera aperta firmata direttamente da Valerio De Molli. L’amministratore delegato di The European House Ambrosetti ha manifestato profondo rammarico e stupore per la presa di posizione di Calenda, ricordando la lunga consuetudine di partecipazione che ha visto il leader di Azione calcare il palco di Cernobbio in veste di rappresentante di Confindustria, di ministro e infine di esponente dell’opposizione. De Molli ha difeso con vigore la natura dell’iniziativa, rivendicando per il Forum il ruolo di piattaforma neutra orientata al dialogo libero e plurale. Nella nota ufficiale viene ribadito che l’invito rivolto a personalità portatrici di visioni radicali o contrarie al sentire comune non implica in alcun modo una condivisione o legittimazione delle loro idee, bensì risponde alla volontà di offrire una fotografia fedele delle dinamiche politiche reali. A sostegno della propria tesi, la dirigenza ha citato precedenti storici di rilievo, come la presenza in passato del leader sovranista olandese Geert Wilders o gli storici confronti tra Shimon Peres e Yasser Arafat, che hanno reso la kermesse un punto di riferimento globale indipendente da ogni forma di condizionamento esterno.
Sovranismo e istituzioni europee
Nel merito della scelta organizzativa, la nota di Ambrosetti specifica che la presenza di Roberto Vannacci si inserisce pienamente nella logica istituzionale della manifestazione, in virtù della sua carica di membro del Parlamento Europeo e della sua adesione al gruppo parlamentare Europa delle Nazioni Sovrane. La sessione dedicata al tema della sovranità europea si propone infatti di mettere a confronto le diverse anime che compongono l’attuale arco politico continentale, ponendo a diretto contatto la visione europeista di Mario Monti con le istanze euroscettiche e nazionaliste. La scelta degli organizzatori punta a creare un’arena di scontro intellettuale coordinata da media di livello internazionale, ritenendo che il confronto aperto sia l’unico strumento efficace per comprendere l’evoluzione dei contesti geopolitici ed economici. De Molli ha quindi concluso il suo intervento rinnovando l’invito a Calenda, auspicando un ripensamento che possa trasformare il boicottaggio in un’occasione di dibattito aperto e costruttivo.


