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“Cosa fa per Putin!”. Vannacci, rivelazioni devastanti

Pubblicato: 02/09/2026 12:49

Il confronto politico italiano torna ad attirare l’attenzione internazionale e, questa volta, al centro della discussione c’è la figura di Roberto Vannacci. La sua crescita politica, le posizioni espresse sulla guerra in Ucraina e le critiche rivolte alla linea del governo stanno alimentando una riflessione sul possibile peso che il generale potrebbe assumere negli equilibri della destra italiana.

Il tema viene osservato anche oltre i confini nazionali. Un’analisi dedicata all’evoluzione politica di Vannacci mette infatti in relazione le sue posizioni con il dibattito sull’influenza russa in Europa. Il ragionamento è stato successivamente ripreso dalla stampa britannica, riportando l’attenzione sul rapporto tra l’ascesa dell’esponente della destra radicale e la posizione della premier Giorgia Meloni.

A rilanciare il tema è il Financial Times, che dedica alla vicenda un articolo dal titolo Russia’s ‘Trojan horse’ in Italy tests Giorgia Meloni. Il quotidiano britannico richiama una recente analisi dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr), nella quale Vannacci viene definito un possibile «cavallo di Troia dell’influenza russa in Italia».

L’attenzione del giornale si concentra soprattutto sulle posizioni assunte dal generale nei confronti della politica italiana sull’Ucraina e sulle conseguenze che il suo crescente peso politico potrebbe avere sulla strategia di Meloni.
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La questione del caro-carburanti

Il Financial Times ricostruisce la vicenda partendo da una delle recenti prese di posizione di Vannacci, quella relativa all’aumento del prezzo dei carburanti in Italia.

Secondo il quotidiano britannico, durante l’estate il generale ha attribuito l’aumento dei prezzi della benzina agli effetti degli attacchi condotti dai droni ucraini contro le raffinerie russe. In un video pubblicato sui social, Vannacci avrebbe sostenuto che queste operazioni avessero contribuito a far aumentare sensibilmente il costo dei carburanti.

La soluzione indicata dal generale è stata collegata direttamente alla politica italiana di sostegno a Kiev: interrompere la fornitura di armi e denaro all’Ucraina.

È proprio questa posizione ad avere attirato l’attenzione del Financial Times. Secondo il quotidiano, l’intervento di Vannacci avrebbe aperto un nuovo fronte di confronto con Giorgia Meloni, mettendo in discussione una delle direttrici più importanti della politica estera del governo italiano.

Le distanze da Giorgia Meloni

Il nodo principale riguarda dunque la diversa impostazione sulla guerra in Ucraina. Il governo Meloni ha mantenuto una linea fortemente favorevole al sostegno a Kiev, mentre Vannacci ha espresso posizioni critiche nei confronti di questa strategia.

Il Financial Times sottolinea come alcune delle argomentazioni utilizzate dal generale risultino vicine alle posizioni di Mosca. Da qui nasce la lettura proposta dall’Ecfr e ripresa dal quotidiano britannico, che considera la crescita politica di Vannacci anche sotto il profilo della possibile influenza russa nel dibattito italiano.

Non si tratta, nel testo analizzato, di un’accusa relativa a un rapporto diretto tra Vannacci e il governo russo, ma della valutazione delle posizioni politiche espresse dal generale e della loro vicinanza, secondo l’analisi citata, ad alcune argomentazioni sostenute da Mosca.

Il tema assume un peso particolare proprio per la crescente rilevanza politica di Vannacci. Il suo posizionamento può infatti entrare in tensione con quello della premier soprattutto sui dossier internazionali e sulla guerra in Ucraina.

Il ritorno ai rapporti con Mosca

Tra gli elementi evidenziati dal Financial Times c’è anche la posizione di Vannacci sulla necessità di rilanciare i rapporti commerciali ed economici con la Russia.

Il generale sostiene infatti l’opportunità di tornare a sviluppare affari e scambi con il Paese guidato da Vladimir Putin. Una prospettiva che si colloca in contrasto con il quadro politico determinato dalla guerra in Ucraina e dalle scelte adottate dall’Italia insieme ai propri alleati.

È proprio la combinazione tra la critica al sostegno militare a Kiev e la richiesta di riaprire i rapporti commerciali con Mosca a essere indicata dal quotidiano britannico come uno degli elementi più significativi del nuovo posizionamento politico di Vannacci.

Un nuovo fronte nella destra italiana

La crescita politica di Roberto Vannacci diventa così anche un tema legato agli equilibri futuri della politica italiana. Il Financial Times guarda infatti alla sua ascesa in relazione alla possibile corsa di Giorgia Meloni alla rielezione, evidenziando come il generale possa rappresentare un elemento di pressione sulla premier.

Il punto centrale è il confronto tra due visioni differenti su un dossier particolarmente delicato: da una parte la linea del governo italiano, fortemente orientata al sostegno dell’Ucraina; dall’altra le posizioni di Vannacci, contrario alla prosecuzione degli aiuti militari a Kiev e favorevole a un rilancio dei rapporti con la Russia.

È su questa contrapposizione che si concentra l’attenzione internazionale. La definizione di «cavallo di Troia», utilizzata dall’Ecfr e ripresa dal Financial Times, fotografa proprio il timore espresso nell’analisi citata: che l’affermazione politica di Vannacci possa offrire maggiore spazio, all’interno del dibattito italiano, a posizioni considerate vicine a quelle russe.

Per Giorgia Meloni, la crescita di questa componente rappresenta quindi un nuovo elemento nel confronto politico, soprattutto sul terreno della politica estera. Per Vannacci, invece, le posizioni espresse sull’Ucraina, sui rapporti con Mosca e sulle conseguenze economiche della guerra costituiscono una parte sempre più riconoscibile del suo posizionamento politico.

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