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Tajani: “Possibili interferenze russe sul voto in Italia”. E avverte su Vannacci

Pubblicato: 02/09/2026 10:14

Il rischio di interferenze russe nelle prossime elezioni italiane non può essere escluso. A lanciare l’allarme è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto in Irlanda durante l’incontro informale dei ministri degli Esteri europei, il Gymnich.

Secondo il titolare della Farnesina, il problema non riguarda soltanto l’Italia ma l’intera Unione europea. Mosca, ha spiegato Tajani, potrebbe tentare di condizionare il voto nei Paesi chiamati alle urne, intervenendo sulla formazione dell’opinione pubblica e quindi sulla libera espressione della volontà degli elettori.

Tajani: “Bisogna intervenire in anticipo”

Per Tajani è necessario muoversi prima che eventuali tentativi di ingerenza possano produrre effetti. Il ministro si è detto convinto che il rischio esista e ha sottolineato la necessità di mantenere alta la vigilanza contro possibili attività della Federazione Russa dirette a interferire nella vita democratica dei Paesi europei.

In questo quadro Tajani ha ricordato anche la riorganizzazione del ministero degli Esteri, con una struttura dedicata alla sicurezza politica e operativa e una sala attiva ventiquattr’ore su ventiquattro per contrastare gli attacchi informatici. Una parte significativa delle offensive cibernetiche contro la Farnesina e le sedi diplomatiche italiane, ha sostenuto il ministro, sarebbe riconducibile ad hacker russi.

Il caso Vannacci e il “cavallo di Troia” di Mosca

Tajani è intervenuto anche sulle accuse rivolte a Roberto Vannacci dal Financial Times, che ha descritto l’esponente politico come un possibile “cavallo di Troia” degli interessi russi in Italia. Il ministro degli Esteri si è limitato ad auspicare che questa interpretazione sia completamente infondata.

Secondo la lettura proposta dal quotidiano britannico, Vannacci starebbe cercando di trasformare in consenso elettorale una certa simpatia verso Mosca ancora presente in una parte dell’opinione pubblica italiana, insistendo soprattutto sulle conseguenze economiche della guerra e delle sanzioni alla Russia.

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