Vai al contenuto

“Ecco i nomi!”. Indagine sul partito di Vannacci: chi sono i militari segnalati

Pubblicato: 04/09/2026 12:40

Prima ancora di parlare di un procedimento vero e proprio, l’attenzione della magistratura militare si concentra sulla presenza di appartenenti alle Forze armate all’interno di una struttura politica. È questo il punto di partenza degli accertamenti avviati sulla vicenda che coinvolge il generale Roberto Vannacci e Futuro Nazionale. L’obiettivo, in questa fase, è verificare fatti e ruoli, senza anticipare conclusioni sulle eventuali responsabilità.

La questione riguarda il confine tra attività politica e appartenenza alle forze armate, oltre all’utilizzo dei distacchi sindacali. Sul tavolo c’è un esposto presentato dal Sindacato dei Militari, mentre un altro atto, destinato alla Procura di Roma, prospetta invece l’ipotesi della ricostituzione del partito fascista. Due piani distinti, dunque, che coinvolgono autorità giudiziarie diverse.

È il procuratore militare Marco De Paolis a chiarire la natura dell’iniziativa. Al momento, ha spiegato, non si può ancora parlare di una «notizia di reato» e quindi nemmeno di un’indagine formalmente aperta. Gli accertamenti restano all’interno del perimetro «di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare».
Leggi anche: Sondaggi, Futuro Nazionale supera la Lega: Vannacci vola

L’esposto sui militari

A presentare materialmente l’esposto è stato l’avvocato Massimo Strampelli, docente di diritto militare all’Università Link. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, l’atto relativo alla possibile violazione della legge Scelba riguarda anche Vannacci, il coordinatore nazionale di Futuro Nazionale Massimiliano Simoni e il responsabile del programma Lorenzo Gasperini.

La difesa del generale respinge però le contestazioni e considera prive di fondamento le ipotesi formulate nell’esposto. L’avvocato Giorgio Carta, difensore di Vannacci, ha dichiarato: «Le accuse formulate appaiono manifestamente infondate, non sussistendo alcuno dei presupposti richiesti dalla legge per configurare i reati ipotizzati. Siamo pertanto assolutamente sereni: l’esposto non potrà che concludersi, in tempi brevi, con un provvedimento di archiviazione».

La Procura militare sta invece valutando la posizione di due appartenenti alle forze armate indicati nell’esposto: Luigi Avveduto e Antonsergio Belfiori. Il primo è segretario nazionale del Sim e referente a Roma del comitato 1333 di Futuro Nazionale; il secondo è segretario nazionale del Siam e referente a Villafranca, nel Veronese, del comitato 329.

Secondo l’esposto, come riportato dal Corriere, si tratterebbe di «Militari in servizio attivo che avrebbero assunto ruoli di vertice e di propaganda all’interno di un movimento politico, in aperta violazione dei doveri fondamentali di fedeltà, neutralità e imparzialità imposti dall’ordinamento militare».

La diffida a Crosetto

Nella vicenda compare anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il Sindacato dei Militari sostiene di aver già segnalato le condotte ritenute improprie senza ricevere risposta e ha quindi presentato una diffida.

Nell’atto inviato a giugno viene contestata quella che il sindacato definisce una «persistente inerzia istituzionale». Al centro delle contestazioni ci sarebbe anche la partecipazione di Avveduto e Belfiori alla promozione di contenuti politici riconducibili al documento programmatico «B.I.P. 2027-2037».

Secondo quanto riportato nell’esposto, alcune previsioni del documento riguarderebbero anche strategie di impiego delle Forze armate, compresa la «remigrazione», considerate incompatibili con il giuramento di fedeltà alla Repubblica.

Crosetto ha risposto su X richiamando proprio la natura preliminare degli accertamenti: «Rresto garantista e sarebbe profondamente sbagliato trasformare un accertamento preliminare in una “indagine” per la ricostituzione del partito fascista».

Le posizioni di Avveduto e Belfiori

Avveduto, intervenendo sulla vicenda, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione relativa all’esposto. «A me non è stato notificato nulla. Non ne so nulla. Non ho alcun ruolo nel partito di Vannacci, c’è stata un’adesione attraverso un comunicato stampa, ma nulla di più. Io sono un consigliere municipale, sono un appartenente all’Arma e un sindacalista nazionale. Sono vicino al generale Vannacci come scelta politica, anche se ancora al Municipio faccio parte del Gruppo misto».

Il suo percorso politico era iniziato al VII Municipio di Roma con la Lega. Successivamente aveva scelto di cambiare schieramento, spiegando la propria posizione con queste parole: «Finalmente una destra nuova, sana, precisa, coerente. Una destra cattolica cioè attenta agli ultimi. Tutto questo senza dimenticare che anche io ho indossato per una vita una divisa che, peraltro, ancora oggi indosso».

Belfiori, nato a Cagliari nel 1968, ha invece partecipato all’assemblea costituente di Futuro Nazionale. Attualmente ricopre l’incarico di capo della direzione per l’impiego del personale militare dell’Aeronautica. In precedenza è stato Capo del 3° Reparto dello Stato maggiore dell’Aeronautica e comandante del 61° Stormo di Galatina.

Il consenso dentro le forze armate

Sul rapporto tra il nuovo movimento politico e il mondo militare interviene anche il generale Maurizio Fioravanti, già alla guida della Folgore. In un’intervista a Repubblica, parlando della consistenza del consenso tra i militari, osserva: «è difficile quantificare quanti militari siano con Vannacci. Credo che rispecchino la quota attribuita dai sondaggi a Futuro Nazionale: intorno al 15 per cento».

Fioravanti individua tra le possibili motivazioni il malcontento legato alla carriera e l’orientamento politico di alcuni appartenenti alle forze armate, ma sottolinea anche il principio della separazione tra politica e istituzioni militari: «Certamente sono una minoranza, che dimentica un valore fondamentale: la politica non deve interferire con le forze armate perché si tratta di un’istituzione al servizio del Paese».

Un giovane maresciallo, sempre secondo Repubblica, offre invece una lettura legata al possibile consenso elettorale: «Quanti lo voteranno? Io temo che il richiamo della destra-destra possa essere forte e converga sugli slogan di Vannacci. È presto per dirlo: dipenderà dall’attenzione che gli altri partiti sapranno dedicare a questi cittadini in uniforme, che spesso si sentono sfruttati e abbandonati».

Intanto, sul fronte politico, Vannacci rivendica fiducia nella crescita del movimento e replica alle critiche con una previsione netta: «Ma ancora credete ai giornali e a quattro politicanti e scribacchini livorosi? Domani Futuro nazionale al 12%!».

La vicenda resta dunque distinta su due livelli: da una parte gli accertamenti preliminari della Procura militare, chiamata a verificare la posizione di appartenenti alle forze armate e il rispetto degli obblighi previsti dall’ordinamento; dall’altra l’esposto presentato alla Procura di Roma sull’ipotesi di ricostituzione del partito fascista. Per ora, come chiarito dal procuratore militare De Paolis, non si parla ancora formalmente di «notizia di reato» né di un’indagine aperta.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure