
Quando la sicurezza sulle vie di comunicazione urbane diventa un tema di scottante attualità, le istituzioni provano a stringere le maglie delle regole per prevenire comportamenti a rischio ed evitare tragedie evitabili. Tra abitudini consolidate, distrazioni tecnologiche divenute ormai quotidiane e discussioni mai sopite sulle responsabilità individuali, il dibattito attorno ai doveri di chi si muove nello spazio pubblico si fa sempre più serrato. Le novità al vaglio degli organi legislativi promettono di cambiare drasticamente le abitudini di milioni di cittadini, introducendo limiti stringenti e sanzioni pecuniarie pensate per ridurre al minimo gli incidenti imputabili alla disattenzione e alla superficialità.
Usare lo smartphone mentre si attraversa la strada potrebbe costare ai pedoni una multa da 75 euro. È una delle novità contenute nel testo base del nuovo Codice della Strada, che però non è ancora stato approvato e potrebbe quindi essere modificato prima della sua versione definitiva.
La proposta vieterebbe ai pedoni di utilizzare smartphone, tablet, computer portatili e dispositivi analoghi durante l’attraversamento, sia sulle strisce sia al di fuori, e mentre camminano sulla carreggiata. Il divieto non riguarderebbe invece chi si trova sul marciapiede. Resterebbe consentito l’utilizzo del vivavoce e degli auricolari, purché permettano «al pedone di mantenere adeguate capacità uditive da entrambe le orecchie». L’uso diretto del telefono mentre si cammina o si attraversa sulla carreggiata sarebbe ammesso soltanto in situazioni di estrema necessità e urgenza.
Regole di condotta, pronunce giudiziarie e sanzioni alla guida
La novità non riguarda esclusivamente i cellulari. Il testo punta più in generale a contrastare i comportamenti che possono distrarre chi si muove a piedi sulla strada. Prima di attraversare, ad esempio, il pedone dovrebbe verificare l’eventuale arrivo di veicoli e sarebbe tenuto a evitare cambi improvvisi di direzione o altri movimenti imprevedibili, salvo situazioni di necessità. Anche per la violazione di questi obblighi sarebbe prevista una sanzione di 75 euro.
Sul tema della responsabilità dei pedoni era già intervenuta la Corte di Cassazione con l’ordinanza 20140 del 2023. I giudici hanno stabilito che, in caso di investimento, la responsabilità dell’automobilista può essere esclusa qualora venga dimostrato che l’incidente non avrebbe potuto essere evitato a causa di «una condotta improvvisa, imprevedibile e inevitabile» della persona investita.
Perché le nuove regole entrino in vigore sarà necessario attendere l’iter del provvedimento: entro il 13 settembre le associazioni di settore, tra cui l’Aci, dovranno esprimere il proprio parere sul testo base. Diversa è la situazione per gli automobilisti, dove il divieto è già previsto dall’articolo 173 con sanzioni tra 250 e 1.000 euro e sospensione della patente da 15 giorni a due mesi, che salgono da 350 a 1.400 euro in caso di recidiva.


