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Meloni furiosa sul caso Ranucci: «Così ne hanno fatto un martire». Tensione ai vertici Rai

Pubblicato: 04/09/2026 07:53

Secondo il Fatto Quotidiano la premier avrebbe criticato duramente la gestione del dossier Report e il fallimento dell’operazione Presutti. Rapporti sempre più tesi con l’ad Giampaolo Rossi. Intanto scoppia anche il caso degli insulti a Salvo Sottile

Giorgia Meloni sarebbe nuovamente furiosa per la gestione del caso Sigfrido Ranucci e, più in generale, per come i vertici della Rai hanno affrontato negli ultimi mesi il dossier legato a Report. A ricostruire il clima interno a Palazzo Chigi è il Fatto Quotidiano, secondo cui la presidente del Consiglio avrebbe manifestato ai collaboratori tutta la propria irritazione per l’esito della vicenda.

Il ragionamento attribuito alla premier sarebbe netto: a questo punto, avrebbe osservato, sarebbe stato quasi preferibile lasciare Ranucci al suo posto, perché le mosse compiute dalla Rai avrebbero finito per trasformarlo in una sorta di martire. Il dossier sarebbe seguito direttamente per Palazzo Chigi dal sottosegretario Giovambattista Fazzolari, mentre resterebbero molto difficili i rapporti tra Meloni e l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, indicato a suo tempo proprio dall’area di Fratelli d’Italia. Le critiche, questa volta, riguarderebbero anche il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini.

Il nodo della mancata nomina di Giulia Presutti

Uno dei punti che avrebbe maggiormente irritato la premier riguarda la gestione di Giulia Presutti, inizialmente individuata per un nuovo incarico e successivamente costretta al passo indietro. La giornalista dovrebbe comunque ottenere un’altra conduzione, ma l’intera operazione avrebbe lasciato dietro di sé una forte insoddisfazione politica.

Sul fondo restano le numerose inchieste di Report dedicate negli ultimi anni a esponenti di Fratelli d’Italia e del centrodestra. Tra i dossier più delicati vengono ricordati quelli sulla famiglia di Ignazio La Russa, sulle immagini dei saluti romani all’interno del mondo giovanile di FdI, sul padre della stessa Meloni e sulle vicende che hanno coinvolto Gennaro Sangiuliano.

Durante gli anni del governo Meloni non sono mancati interventi sulla collocazione del programma: dalle polemiche sulle repliche estive fino allo spostamento di Report dal lunedì alla domenica sera. Cambiamenti che, almeno dal punto di vista degli ascolti e della visibilità del programma, non avrebbero però prodotto gli effetti sperati da chi puntava a ridimensionarne il peso.

Lo scontro tra Salvo Sottile e gli inviati di Report

Alla tensione politica si è aggiunto nelle ultime ore anche un episodio interno alla Rai. Salvo Sottile, conduttore di Ore 12, ha raccontato di aver incontrato due inviati di Report, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni, salutandoli con un semplice «Ciao, come state?». Il saluto sarebbe stato interpretato come una provocazione, facendo rapidamente degenerare il confronto.

Secondo la ricostruzione, Sottile sarebbe stato apostrofato come «venduto», insieme ad altri insulti. Il conduttore ha successivamente ridimensionato l’accaduto, parlando di «battute e battutacce» e collegando l’episodio al clima di forte tensione presente sul luogo di lavoro, pur sottolineando che situazioni del genere non dovrebbero verificarsi.

Bernardo Iovene, dal canto suo, non ha formulato scuse pubbliche e ha descritto quanto accaduto come un semplice «saluto tra vecchi amici». Più duro invece l’intervento social di Sigfrido Ranucci, che ha rivendicato la compattezza della propria squadra parlando di «spalle d’acciaio e schiena dritta» e accusando, senza nominarlo direttamente, chi si sentirebbe protetto dal potere.

La battaglia intorno a Report, dunque, sembra tutt’altro che conclusa. Il tentativo di ridisegnare gli equilibri dell’approfondimento Rai ha prodotto finora nuove polemiche, tensioni interne e uno scontro politico che continua a coinvolgere direttamente i vertici di Viale Mazzini e Palazzo Chigi.

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