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“È finita, tua figlia è morta”: l’ultimo messaggio dell’assassino alla madre di Lorena

Pubblicato: 05/09/2026 09:12

La tragedia consumatasi lungo il viadotto dell’autostrada A1 nei pressi di Barberino del Mugello rappresenta un ennesimo e doloroso capitolo di violenza sulle donne, caratterizzato da una drammatica sequenza di eventi che ha portato alla morte di Lorena Isceri e del suo aguzzino, Federico Vella. La vicenda si è articolata in una serie di passaggi ben definiti che delineano un quadro di forte premeditazione da parte del trentaseienne, il quale ha prima sequestrato la ex compagna, una giovane manager, per poi trasportarla all’interno del bagagliaio della vettura fino al luogo dove si è compiuto il delitto. Nonostante i tentativi estremi della vittima di chiedere aiuto e la successiva operazione di mediazione condotta dalle forze dell’ordine giunte sul posto, la situazione è precipitata nel modo più nefasto, lasciando dietro di sé sgomento e una lunga scia di domande sulle dinamiche che hanno preceduto il gesto.

Gli elementi raccolti dagli inquirenti nelle ore immediatamente successive al ritrovamento dei corpi mettono in luce una pianificazione scrupolosa da parte dell’uomo. Federico Vella si è recato nei pressi dell’abitazione della ex compagna, parcheggiando la propria auto in via Panciatichi e introducendosi successivamente nel garage del palazzo. Per assicurarsi il tempo e lo spazio necessari ad agire senza ostacoli, l’aggressore ha manomesso le fotocellule del cancello automatico utilizzando dello scotch, impedendone così la chiusura. All’interno del veicolo dell’uomo sono state rinvenute ulteriori prove di questo disegno criminale, tra cui diverse fascette elettriche destinate a immobilizzare i polsi della donna. L’attesa nel buio del garage si è conclusa con l’assalto a Lorena Isceri, che è stata sopraffatta, bloccata e forzatamente caricata all’interno del bagagliaio della sua stessa automobile, con la quale l’uomo si è poi immesso nella rete stradale.

Nonostante le condizioni di estrema costrizione e il terrore del momento, la vittima è riuscita a compiere un atto di incredibile lucidità all’interno del vano portabagagli. Approfittando della presenza della propria borsa, riposta nello stesso vano, Lorena Isceri è riuscita a recuperare il telefono cellulare e a comporre il numero unico per le emergenze. La conversazione con la centrale operativa del 112 è durata circa venti minuti, durante i quali gli operatori hanno cercato di raccogliere ogni elemento utile per localizzare la vettura in movimento e mantenere un contatto costante con la donna. La chiamata si è interrotta bruscamente soltanto quando l’aggressore, accortosi di quanto stava accadendo, ha affrontato la vittima, un momento drammatico chiaramente udibile nella registrazione audio rimasta agli atti delle indagini.

Subito dopo aver compiuto l’atto estremo sul viadotto dell’A1, scaraventando la donna nel vuoto, l’uomo ha inviato un drammatico messaggio di testo alla madre della vittima per comunicarle la morte della figlia. Subito dopo, Federico Vella ha effettuato una telefonata alla propria madre, rivelandole di aver ucciso la ex fidanzata. La donna, compresa la gravità inaudita della situazione, ha immediatamente contattato le forze dell’ordine per denunciare il figlio e fornire indicazioni preziose per l’intervento dei soccorsi. La catena di comunicazioni ha così mobilitato tempestivamente le pattuglie della polizia stradale e i vigili del fuoco, arrivati nell’area del viadotto nel tentativo di gestire una situazione già irrimediabilmente compromessa dalla tragedia appena avvenuta.

Raggiunto dagli agenti mentre si trovava in stato di evidente alterazione emotiva sul bordo del cavalcavia, l’uomo ha dato vita a una lunga fase di stallo condotta a pochi centimetri dal precipizio. Per oltre quaranta minuti i soccorritori e le forze dell’ordine hanno cercato di instaurare un dialogo con il trentaseienne, invitandolo ripetutamente a mantenere la calma, a fare un passo indietro e a rientrare oltre la barriera di protezione. Nonostante i continui appelli rivolti a Federico Vella da parte del personale specializzato presente sul posto, ogni sforzo per dissuaderlo si è rivelato vano, culminando nel salto nel vuoto che ha chiuso definitivamente questa drammatica vicenda.

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