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Settembre, tornano raffreddore e mal di gola: le 10 regole di Pregliasco contro i malanni da rientro

Pubblicato: 06/09/2026 11:33

Giornate ancora quasi estive, mattine e serate più fresche, aria condizionata ancora accesa e ritorno alla vita quotidiana tra uffici, scuole e mezzi pubblici. Settembre è tradizionalmente il mese degli sbalzi di temperatura e dei primi malanni da rientro, con raffreddore, mal di gola, tosse e sindromi respiratorie che tornano progressivamente a farsi sentire. A spiegare cosa accade è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale, che chiarisce innanzitutto un punto: non è il cosiddetto “colpo d’aria” a trasmettere raffreddore o influenza, perché per ammalarsi servono i virus. I bruschi cambiamenti di temperatura possono però interferire con i normali meccanismi di difesa delle vie respiratorie e, allo stesso tempo, il ritorno alla vita in ambienti chiusi aumenta le occasioni di contagio. È proprio questa combinazione di fattori a rendere settembre un periodo particolarmente delicato.

Come affrontare gli sbalzi di temperatura

Con la progressiva fine del caldo più intenso, prevista da mercoledì 9 settembre, Pregliasco invita quindi a non considerare questo periodo come una semplice prosecuzione dell’estate. L’organismo deve essere accompagnato gradualmente verso la nuova stagione e, secondo l’esperto, non servono integratori o prodotti miracolosi: contano molto di più alcuni comportamenti quotidiani. Il primo consiglio è vestirsi a strati, utilizzando capi leggeri che permettano di adattarsi rapidamente alle differenze di temperatura tra mattino, pomeriggio e sera. Attenzione anche all’aria condizionata, evitando ambienti eccessivamente freddi e soprattutto passaggi troppo bruschi dal caldo esterno a temperature molto basse. Importante anche continuare a bere regolarmente: quando il caldo diminuisce cala infatti anche lo stimolo della sete, ma una corretta idratazione resta fondamentale, soprattutto per bambini e anziani. Negli ambienti chiusi, dalla casa agli uffici fino alle scuole, è utile favorire il ricambio d’aria aprendo le finestre quando possibile, mentre il lavaggio frequente delle mani continua a rappresentare una delle difese più semplici contro numerose infezioni respiratorie e gastrointestinali.

Chi presenta febbre, tosse o sintomi respiratori significativi dovrebbe inoltre evitare, quando possibile, contatti ravvicinati con anziani e persone fragili. Nei luoghi affollati, soprattutto in presenza di sintomi, anche la mascherina può ancora rappresentare una precauzione utile. Pregliasco richiama poi l’attenzione sull’importanza di rimettere progressivamente in ordine anche l’orologio biologico dopo le vacanze, tornando a orari più regolari per il sonno e per i pasti. Dormire adeguatamente, infatti, rientra pienamente nelle buone pratiche di prevenzione. Lo stesso vale per l’attività fisica: dopo un periodo di pausa è preferibile riprendere gradualmente, aumentando durata e intensità senza cercare di recuperare tutto nel giro di pochi giorni.

Vaccini e antibiotici: cosa fare in vista dell’autunno

Settembre è anche il momento in cui anziani, fragili e categorie per cui sono raccomandate possono iniziare a programmare con il proprio medico la stagione vaccinale autunno-inverno, in particolare per influenza e Covid-19. Un’altra indicazione riguarda invece gli antibiotici: raffreddore e gran parte delle sindromi respiratorie stagionali sono provocati da virus e questi farmaci non devono essere utilizzati “per sicurezza”, perché non prevengono le complicanze virali e vanno assunti soltanto quando prescritti. Il messaggio finale di Pregliasco è quindi quello di puntare sull’adattamento, accompagnando il passaggio dall’estate all’autunno con piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Pochi accorgimenti, osserva l’esperto, possono aiutare ad affrontare meglio il ritorno alla normalità e soprattutto a ridurre i rischi per le persone più vulnerabili.

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