Vai al contenuto

Attentato a Ranucci, Lavitola resta in carcere: confermato il metodo mafioso

Pubblicato: 10/09/2026 12:21

La decisione è arrivata dopo l’udienza di lunedì scorso, quando Valter Lavitola aveva scelto di parlare personalmente davanti ai giudici. Dichiarazioni spontanee nelle quali l’ex editore aveva ripercorso il rapporto con Sigfrido Ranucci e aveva affrontato direttamente il proprio coinvolgimento nell’attentato davanti all’abitazione del giornalista. Parole che si inseriscono in un procedimento nel quale la posizione di Lavitola è particolarmente delicata e che ora attendeva una risposta sulla misura cautelare.

A chiedere una modifica della situazione erano stati i suoi difensori, gli avvocati Sergio e Arturo Cola. La richiesta era precisa: lasciare il carcere e proseguire la misura agli arresti domiciliari in Basilicata. Il Tribunale del Riesame di Roma è stato quindi chiamato a valutare l’istanza della difesa e il quadro cautelare relativo all’ex editore, compresa la contestata aggravante del metodo mafioso.
Leggi anche: Attentato a Ranucci: arrestato Valter Lavitola

Le dichiarazioni di Lavitola

Nel corso dell’udienza di lunedì, Lavitola ha ribadito il proprio ruolo di mandante reo confesso dell’attentato. Nelle sue parole è tornato anche il rapporto personale con Ranucci, descritto come un legame particolarmente stretto.

«C’era un grande rapporto di amicizia e speravo che questo rapporto potesse riabilitare anche la mia figura con un riscatto sociale per me», ha dichiarato.

Lavitola ha quindi nuovamente affermato di assumersi «tutte le responsabilità» in qualità di mandante dell’attentato.

Nel ricostruire la vicenda, però, ha distinto il proprio ruolo da quello relativo all’ideazione dell’utilizzo dell’esplosivo. Secondo la sua versione, infatti, sarebbe stato Clesio Gomes Tavares a proporre «l’idea della bomba».

Lavitola ha spiegato di avergli affidato un «mandato in bianco», accompagnato però da una precisa indicazione: «non doveva fare male a nessuno».

Sono dichiarazioni che confermano il riconoscimento del proprio ruolo nella vicenda, mentre affidano a un’altra persona l’iniziativa relativa all’idea dell’attentato.

La richiesta degli avvocati

Proprio alla luce della situazione cautelare, la difesa aveva chiesto al Riesame una soluzione diversa dalla detenzione in carcere.

Gli avvocati Sergio e Arturo Cola avevano indicato un’abitazione in Basilicata come luogo nel quale Lavitola avrebbe potuto scontare gli arresti domiciliari.

La richiesta puntava quindi a ottenere una misura meno gravosa, sostituendo la custodia in carcere con i domiciliari.

Il Riesame ha però deciso di non accogliere l’istanza della difesa.

La decisione del Tribunale del Riesame

Il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto le richieste dei difensori e ha confermato la misura cautelare già applicata a Lavitola.

L’ex editore, dunque, resta in carcere.

I giudici hanno confermato anche l’aggravante del metodo mafioso, che rimane quindi parte del quadro contestato nell’ambito del procedimento.

La decisione chiude così, almeno sul piano della misura cautelare esaminata dal Riesame, la richiesta avanzata dalla difesa di trasferire Lavitola ai domiciliari in Basilicata.

Il provvedimento arriva dopo le dichiarazioni rese dallo stesso ex editore, che durante l’udienza aveva confermato il proprio ruolo di mandante dell’attentato davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, assumendosi le proprie responsabilità e fornendo la propria ricostruzione sull’origine dell’idea della bomba.

Per il momento, quindi, non cambia la situazione cautelare di Valter Lavitola: la richiesta degli arresti domiciliari è stata respinta e resta confermata la custodia in carcere, così come l’aggravante del metodo mafioso.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 10/09/2026 12:36

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure