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Omicidio Aurora Tila, ridotta a 15 anni la pena per l’ex fidanzato. La madre chiede l’intervento di Meloni

Pubblicato: 10/09/2026 16:48

La Corte d’appello di Bologna ha ridotto da 17 a 15 anni di reclusione la condanna per il ragazzo che il 25 ottobre 2024 uccise Aurora Tila, tredicenne di Piacenza, spingendola dal settimo piano del palazzo in cui viveva. All’epoca dei fatti il giovane aveva 15 anni e oggi ne ha 17. La decisione è arrivata al termine del processo d’appello davanti alla giustizia minorile.

Aurora era morta dopo essere precipitata dal terrazzo della propria abitazione. Il ragazzo è stato riconosciuto colpevole di omicidio aggravato dallo stalking, dalla minore età della vittima e dalla relazione affettiva tra i due. La sentenza di primo grado, pronunciata dal Tribunale dei minori, aveva stabilito una pena di 17 anni.

La relazione e l’omicidio

Secondo quanto ricostruito nel processo, i due adolescenti erano fidanzati, ma il ragazzo non avrebbe accettato la decisione di Aurora di interrompere la relazione. Dopo aver ottenuto un ultimo appuntamento, si era presentato nell’edificio dove abitava la tredicenne. Qui l’aveva aggredita e poi spinta dal terrazzo, impedendole anche di salvarsi quando aveva cercato di aggrapparsi alla ringhiera.

Nel corso della prima udienza del processo d’appello, il 13 luglio, il giovane aveva confessato l’omicidio attraverso dichiarazioni spontanee rese in videocollegamento. Il ragazzo non era presente fisicamente in aula. La madre di Aurora, Morena Corbellini, aveva invece assistito all’udienza, insieme al suo legale Emilio Malaspina.

Nell’udienza del 10 settembre la sostituta procuratrice generale Silvia Marzocchi aveva chiesto una condanna a 15 anni e sei mesi. La Corte d’appello ha quindi stabilito una pena di 15 anni, due in meno rispetto alla sentenza di primo grado. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 90 giorni.

La rabbia della madre di Aurora

Dopo la lettura della sentenza, Morena Corbellini ha contestato duramente la riduzione della pena e ha chiesto un intervento della politica. «Andrà sempre peggio, le sentenze sono fatte alla leggera. Poi pretendiamo che i femminicidi diminuiscano? Aumenteranno sempre di più e anche i minori uccideranno sempre di più, finché il Paese non interverrà in modo duro e corretto», ha detto la madre della tredicenne.

Corbellini ha poi rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sostenendo che la figlia non sarebbe stata adeguatamente considerata nella decisione. «La più piccola vittima di femminicidio non è stata considerata. I femminicidi aumenteranno tanto sanno che le pene non sono niente. O interviene la premier Meloni, e ci mette una pezza, se no sarà sempre peggio», ha dichiarato.

Anche l’avvocato Emilio Malaspina ha espresso insoddisfazione dopo la sentenza, sottolineando l’età di Aurora. «Aurora aveva 13 anni, la più giovane vittima di femminicidio in Europa», ha affermato il legale, criticando in particolare la richiesta di riduzione della pena avanzata dalla Procura generale.

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