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Addio al grande giornalista italiano, il triste annuncio proprio ora

Pubblicato: 11/09/2026 13:02

È morto a 75 anni Fausto Belia, uno dei volti storici del giornalismo umbro. L’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria ne ricorda la lunga e prestigiosa carriera, iniziata negli studi di Radio Perugia Uno, di cui fu anche direttore, e proseguita a Umbria Tv e nell’ufficio stampa della Giunta regionale. Una vita professionale interamente dedicata all’informazione, fino all’approdo all’Ansa, dove ha ricoperto incarichi di grande responsabilità.

Per l’agenzia di stampa Belia è stato caposervizio e responsabile della sede di Perugia dal 1998. Nel 2000 entrò a far parte del pool incaricato di seguire le Olimpiadi di Sydney, esperienza che confermò la sua dimensione professionale anche al di fuori del territorio regionale. Dal 2004 al 2009 fu invece alla guida della sede Ansa di Parigi, un incarico prestigioso che rappresentò uno dei momenti più importanti della sua carriera.

«Ricorderemo sempre la sua grande passione per il giornalismo, il garbo, la disponibilità verso i colleghi e lo stile con cui ha sempre svolto il suo lavoro», sottolinea l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria. Parole che restituiscono il profilo di un professionista apprezzato non soltanto per la competenza, ma anche per il modo di rapportarsi con gli altri. Rigore, curiosità e discrezione sono i tratti che ricorrono nei numerosi messaggi arrivati dopo la sua scomparsa.

Il cordoglio è arrivato anche dalla Giunta regionale dell’Umbria, che ha ricordato Belia come un professionista di particolare competenza, capace per anni di portare le notizie della regione e dell’amministrazione regionale all’attenzione delle redazioni nazionali. «Viene meno un professionista di particolare competenza nel panorama giornalistico umbro», si legge nella nota, con le condoglianze rivolte alla famiglia dall’intera Giunta, dall’Ufficio stampa e dalla Portavoce.

Anche la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, ha espresso profondo cordoglio per la morte del giornalista, definendolo uno dei decani del giornalismo regionale e ricordandone il percorso nell’ufficio stampa della Giunta. Bistocchi ha sottolineato la sua competenza e il suo rigore, insieme a quella «curiosità nel raccontare la nostra regione» che, nel corso degli anni, aveva caratterizzato il suo lavoro.

Particolarmente intenso è il ricordo della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e della redazione del mensile San Francesco Patrono d’Italia, con cui Belia aveva collaborato a lungo. Per i giornalisti che lo avevano conosciuto, soprattutto per quelli più giovani, non era stato soltanto un collega esperto, ma un vero punto di riferimento. Una persona capace di trasmettere il proprio patrimonio professionale senza mai imporre la propria autorevolezza.

Nel loro ricordo, i colleghi sottolineano proprio questa sua capacità di insegnare attraverso l’esempio. Belia suggeriva, consigliava, aiutava a trovare le parole giuste, ma soprattutto trasmetteva un modo di intendere il giornalismo fondato sull’attenzione ai fatti, sul rispetto per il lettore e sulla serietà del mestiere. Una professionalità che, invece di creare distanza, diventava uno strumento da condividere con chi stava iniziando il proprio percorso.

La sua esperienza, raccontano dalla redazione di San Francesco, è stata così un dono per gli altri. «Ci sono persone che, nel corso della propria vita professionale, lasciano un segno che va oltre il lavoro svolto e gli incarichi ricoperti», è il senso del ricordo dedicato a Belia. E quel segno, oggi, rimane nelle redazioni, nei colleghi che ha accompagnato e nelle tante notizie che ha contribuito a raccontare dall’Umbria e dall’estero.

I funerali di Fausto Belia si terranno domani, sabato 12 settembre, alle 11, al cimitero di Bastia Umbra. La comunità giornalistica umbra si stringe alla famiglia nel ricordo di un professionista che ha attraversato decenni di informazione senza mai perdere il gusto per il mestiere. Un giornalista, ma anche un maestro per molti colleghi, che ha fatto della competenza e della disponibilità una forma concreta di servizio. Alla sua memoria resta il lavoro di chi, anche grazie ai suoi consigli, continuerà a raccontare i fatti con quella stessa attenzione.

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