
La politica torna a misurarsi con una domanda che attraversa l’Europa: quanto può pesare il tema della sicurezza sul consenso degli elettori e quanto le scelte di governo possano frenare o alimentare la crescita delle forze più radicali. Il confronto si riaccende dopo un risultato elettorale che ha riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra immigrazione, sicurezza e consenso politico.
In questo scenario, il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni arriva con un’impostazione precisa. La premier rivendica la linea adottata dal governo italiano sul fronte delle espulsioni e dei rimpatri e, allo stesso tempo, invita a non sovrapporre situazioni politiche differenti. Il riferimento è alla crescita di Alternative für Deutschland (AfD) in Germania e al dibattito che ne è seguito anche in Italia.
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Meloni: «Le regole si rispettano»
Meloni ha affidato a un video pubblicato su X la propria posizione sul tema dell’immigrazione clandestina e dei rimpatri. Nelle immagini viene mostrata un’operazione della polizia finalizzata al rimpatrio di una persona che, secondo quanto riportato dalla premier, non aveva titolo per rimanere in Italia.
Il messaggio politico che accompagna il video è netto: chi non ha diritto di restare deve essere espulso e rimpatriato. La presidente del Consiglio rivendica inoltre il lavoro dell’esecutivo per rafforzare i controlli, rendere più efficaci le procedure di espulsione e aumentare la sicurezza dei cittadini.
La questione è stata collegata anche alle recenti elezioni in Germania, dove la crescita dell’AfD ha riaperto il dibattito sulle ragioni del consenso ottenuto dalla destra radicale.
In Italia le regole si rispettano e chi delinque e non ha diritto di restare viene espulso e rimpatriato.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) September 11, 2026
Continua il nostro lavoro per rafforzare i controlli, rendere più efficaci le espulsioni e garantire più sicurezza ai cittadini. pic.twitter.com/OfvnVhXIUR
Il confronto tra Italia e Germania
Nel ragionamento della premier, la situazione italiana e quella tedesca non possono essere considerate equivalenti. Meloni ha sottolineato la differenza tra un governo italiano guidato dal centrodestra e il modello della Grosse Koalition che in Germania riunisce forze di centrodestra e centrosinistra.
Secondo la presidente del Consiglio, la difficoltà di un esecutivo di coalizione nel proporre una linea riconoscibile su questioni considerate importanti dai cittadini può contribuire alla crescita dei movimenti di protesta. Tra questi, appunto, l’AfD, che ha trovato nell’immigrazione e nella sicurezza due dei temi sui quali costruire parte del proprio consenso.
La premier sostiene invece che il governo italiano stia cercando di dare risposte precise su questi stessi argomenti. Il messaggio implicito è che una forza di governo capace di intervenire direttamente sulle questioni percepite come prioritarie dagli elettori possa ridurre lo spazio politico lasciato alle formazioni più radicali.

«Nessuna sovrapposizione» sull’AfD
Interpellata sull’exploit dell’AfD e sulle differenti valutazioni espresse da Antonio Tajani e Matteo Salvini, Meloni ha invitato a considerare le divergenze come parte del normale confronto politico. La presidente del Consiglio ha quindi messo in guardia da letture troppo semplicistiche e da paragoni automatici tra la situazione tedesca e quella italiana.
Il punto, nella sua analisi, riguarda soprattutto la diversa natura dei due governi. Da una parte c’è un esecutivo composto da forze di centrodestra e centrosinistra; dall’altra un governo di destra che, secondo Meloni, può presentarsi agli elettori rivendicando una linea precisa anche sul fronte dell’immigrazione.
È proprio questo elemento che la premier considera significativo per comprendere la diversa evoluzione del consenso politico nei due Paesi.
Il confronto sulle preferenze
Nel suo intervento Meloni ha affrontato anche il tema delle preferenze elettorali, dopo il confronto politico delle ore precedenti. La presidente del Consiglio ha rivendicato la posizione del centrodestra sostenendo che, alle prossime elezioni, gli italiani potranno scegliere la coalizione, il presidente del Consiglio, il programma e il parlamentare.
La premier ha inoltre respinto le critiche della sinistra sulla questione delle preferenze, ricordando che il sistema non le prevede da oltre trent’anni. Nella sua ricostruzione, la contestazione dell’opposizione sarebbe poco coerente con il fatto che, solo poche settimane prima, la stessa area politica avrebbe celebrato l’affossamento di un emendamento destinato a introdurle.
Il confronto politico resta quindi concentrato su due piani distinti ma destinati a intrecciarsi: da una parte la risposta del governo ai temi della sicurezza e dell’immigrazione, dall’altra le regole attraverso cui gli elettori potranno scegliere i propri rappresentanti. Meloni rivendica su entrambi i fronti le scelte del centrodestra e, guardando alla crescita dell’AfD in Germania, invita a leggere i due scenari senza sovrapposizioni né semplificazioni.


