
Fratelli d’Italia resta saldamente in testa, mentre nel centrodestra si muovono gli equilibri tra gli alleati. La Lega continua infatti a perdere consensi, mentre cresce Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci, che raggiunge Forza Italia al 7,5%. Nel centrosinistra, invece, arretra il Partito democratico, che perde un punto. Il risultato complessivo è un campo largo leggermente avanti sul centrodestra, ma con un margine talmente ridotto da rendere la partita ancora apertissima. È il quadro che emerge dall’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli.
Partiamo dal primo partito: Fratelli d’Italia si conferma al 28%, mantenendo invariata la propria posizione. Per Giorgia Meloni, però, alle celebrazioni per la longevità del governo si sono affiancate nelle ultime settimane le tensioni all’interno della maggioranza sulla legge elettorale. Il confronto sulle preferenze, che aveva rischiato di riaprire fratture nella coalizione, sembra per ora rientrato con la conferma dell’accordo sulle preferenze e sui capilista bloccati.
Il dato più delicato per la maggioranza arriva però dalla Lega, che continua a perdere terreno. Il Carroccio lascia sul campo un altro mezzo punto e scende al 5,5%. Un arretramento che pesa sugli equilibri interni del centrodestra, soprattutto perché alle sue spalle continua a crescere Futuro Nazionale.

Forza Italia si attesta infatti al 7,5%, ma deve ora fare i conti con la crescita del partito di Roberto Vannacci, che guadagna un altro 0,5% e arriva anch’esso al 7,5%. La sfida per il quarto posto diventa così sempre più ravvicinata, con Futuro Nazionale che consolida la propria presenza nel panorama politico del centrodestra.
Nel centrosinistra il dato più significativo è invece quello del Pd. Il Partito democratico perde un punto e scende al 20%, mentre il Movimento 5 Stelle rimane stabile al 12,5%. Cresce invece Alleanza Verdi-Sinistra, che guadagna mezzo punto e raggiunge il 7%. Numeri che confermano un quadro progressista ancora articolato e alle prese con il problema di trovare una sintesi politica in vista delle prossime elezioni.
Il confronto interno al campo largo resta infatti aperto. Alla Festa dell’Unità la segretaria dem Elly Schlein ha indicato una priorità precisa: prima costruire il programma e poi affrontare il tema delle primarie. Sullo sfondo resta anche il confronto con Giuseppe Conte sulla guerra in Ucraina, con il Pd che ha ribadito la volontà di continuare a sostenere Kiev. Un eventuale accordo elettorale tra le forze progressiste passerà inevitabilmente dalla capacità di trovare un punto di equilibrio su questi temi.
La partita riguarda anche i partiti più piccoli. Italia Viva scende al 2%, perdendo mezzo punto. Matteo Renzi ha manifestato la disponibilità a fare un passo indietro sulla leadership pur di favorire l’unità della coalizione, ma da parte di Conte resta una forte diffidenza. Il presidente del M5S ha infatti contestato l’idea di attribuire «centralità» a una forza politica che, secondo i sondaggi, raccoglie una percentuale così contenuta di consensi.
Tra le formazioni minori, intanto, Azione raggiunge il 3%, centrando la soglia di sbarramento. Seguono +Europa, Sud Chiama Nord, Partito liberal democratico e Noi Moderati, tutti all’1,5%. Chiude Ora!, con lo 0,5%. Un quadro che conferma quanto possa essere decisiva, soprattutto in prospettiva elettorale, la capacità dei partiti più piccoli di superare le soglie previste dalla legge.
E arriviamo alla sfida tra le due principali coalizioni. Il campo largo è avanti, ma soltanto di mezzo punto: il centrosinistra raggiunge il 43%, mentre il centrodestra si ferma al 42,5%. Una distanza minima che, se dovesse rimanere invariata nei prossimi mesi, renderebbe la prossima sfida elettorale estremamente incerta. La fotografia del sondaggio, insomma, restituisce un’Italia politica divisa quasi a metà: basterebbero pochissimi voti per cambiare gli equilibri.


